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    January 30

    Seguiamo... dal nostro posto!

    “Seguimi, ti farò pescatore”. Pescare uomini! Pescare: cioè arte che conoscevano sin troppo bene. Uomini: già più difficile, perché il pesce sapevano come aggirarlo, l’uomo un po’ meno. Fatto sta che di pesca parlava quell’Uomo: cioè rispettava la loro storia, il loro mestiere, la loro passione. Cambiava il prodotto!

    Seguilo tu un Maestro così: significa rischiare, lasciare casa, moglie, figli, affetti e sospiri, abbandonare lavori conosciuti per firmare cantieri s-conosciuti. “Signore, cos’avremo in cambio?”. Non l’avessero mai detto! Quest’Uomo, geniale nell’agganciare le richieste ai sogni nascosti del cuore, propone loro fatturati giganteschi: lasceranno ogni cosa per seguire il sogno di chi trasforma il dolore in gioia. Ascolteranno il grido di chi dona la vista ai ciechi, vedranno gli occhi di prigionieri liberati, sentiranno la speranza dei disperati. Da quel mare se ne torneranno stra-volti: sgrideranno il vento, cammineranno sulle acque, cacceranno i demoni, sutureranno piaghe, asciugheranno lacrime. Centuplo quaggiù e vita eterna lassù. E se qualcuno fosse stato ancora titubante poteva sempre giocare l’asso nella manica dicendo: “Se tutto questo non vi basta, solo essere miei amici vale più di tutto il resto!” Lascio alla vostra immaginazione lo stupore nei loro volti.

    Matteo, fotografo ufficiale di quell’incontro, ci da un piccolo aiutino: “Subito, lasciate le reti, lo seguirono”. Vecchie reti, pochi pesci, tanta follia. Certo che la proposta era affascinante se pure uno zelota, Giuda Iscariota, s’agganciò a quella ciurma di marinai improvvisati…

    E tutti gli altri? Si, vabbè: hanno registrato Simone, Andrea, Giacomo, Giovanni. Ma, gli altri? Non penserete mica che il seguire Cristo sia solo questione di chiese da aprire, celibati da firmare, tabernacoli da ornare, candele da ri-caricare, fotocopie da fare. Nessuno è esente: rimaniamo dove ti trovi, ma cambiamo prospettiva! Dove ci troviamo: in barca, in ufficio, a scuola, all’angolo cottura, davanti alla lavatrice, in fabbrica, al computer, al volante, in Parlamento, al beauty-center, al centro fitness-dimagrimento. Rimaniamo li! Ma cambiamo prospettiva: tuffiamoci dentro di noi stessi, salutiamo Cristo che passa, studiamo quel sorriso, raccogliamo il sudore, traduciamo le bestemmie in poesie, giriamo la direzione, imbrogliamo l’abitudine!

    January 22

    Dio ha le mani pasticciate!

    “Io non so la mia strada, ma Tu sei l’unica strada per me” scrive Dietrich Bonhoeffer. Nell’Ottavario di preghiera per l’unita dei cristiani, mentre ci prepariamo ai giorni di “memoria” delle morti e delle violenze perpetrate dagli uomini su altri uomini nella II guerra mondiale, penso Bonhoeffer sia un simbolo: pastore, luterano, tedesco, morto nell’aprile del 1945 in un campo di concentramento.

    Io non so la mia strada. Anche noi non sappiamo forse “cosa” operativamente faremo, come vivremo, quanto vivremo, cosa il Signore ci chiederà di fare, come risponderemo alla chiamata del Signore… Non è tutto scontato, non è scontato che ci sposiamo, facciamo figli ecc. Non è anche scontato, peggio!, che si abbracci la vita del sacerdozio o della vita religiosa. Bisogna farci mettere in discussione, quasi a farci ferire dalla Parola di Dio per capire quello che il Signore, solo Lui e non le nostre idee o le “auto-vocazioni”, un po’ distanti dalla volontà di Dio. Capire, credere e rispondere al Signore! Perché il Signore non è solo per preti o suore! Dice Luca, il nostro simpatico interlocutore: “Non dire che Signore c’entra anche quando devo scegliere una raga? Ma dai! Io faccio cosa voglio: se mi piace una raga la tampino finché non me la da”, scusate per l’attualità del linguaggio. Così pensano molti!

    La vocazione invece si scontra con una Persona, non è una cosa immaginaria, una cosa che… “se va bene…”, una Persona che è Gesù e che ci chiama ad essere con Lui, a stare con Lui per sempre, riempiendo il nostro cuore di grande felicità. La gioia paga cento volte quello che si lascia per amore. Prima delle persone, la Persona!

    Tu sei l’unica strada per me: questa Persona è anche cammino! Sì, Gesù è la strada anche per i giovani di Pinerolo, in qualunque situazione vocazionale si trovino! Scommettiamo la vita per il Signore e dove c’é l’inverno delle fatiche umane scoppierà la primavera della Risurrezione. Davvero Dio ha scritto il mio nome sul palmo della mano! (cfr Is 49,16).

    January 15

    "Maledetto" 16 volte!

     

    B16_io

    Nel mio ultimo post vi invitavo a “uscire dal branco, camminare da soli contro tutti” per realizzare la propria vocazione con QUALCUNO che ci fa vibrare nelle viscere. Avevo già pronto il mio successivo intervento, quando qualcosa è capitato a Roma e mi ha molto toccato. Una news che ha fatto il giro del mondo e alla quale i giovani cristiani di Pinerolo non possono “assistere” senza interrogarsi. Parlo della visita che compirà Benedetto XVI all’Università statale La Sapienza di Roma, fondata dal Papa Bonifacio VIII, di dantesca memoria. Al momento in cui scrivo non è stata compiuta la visita; non voglio essere – come si dice – “più papista del papa”; il mio scopo è indurre alla riflessione. Mi viene in mente e nel cuore come si accoglie il Papa alle GMG (sono veterano delle GMG!), oppure come si è accolto B16 a Loreto nel settembre scorso. Insomma abbiamo detto a B16 e prima a GP2: “Vieni con noi, stai con noi, fa sentire la Chiesa vicina a noi giovani, parlaci: ti ascoltiamo!”. E questi sono i giovani delle GMG, di Loreto, quelli che in oratorio ci stanno bene! Oh, non siamo più sfigati degli altri! Anzi… Ma perché certi prof. e certi giovani romani non vogliono il Papa all’Università? Il Papa è il rappresentante della Chiesa, nella quale non tutti si riconoscono. E fin qui tutto ok. Ma qualcuno ha paura di cosa il Papa potrebbe dire! In realtà la Chiesa è sotto accusa perché nel mirino c’è Cristo! Non si vuole che Cristo entri nella storia personale, comunitaria, culturale, nel pensiero, nel tempo e nella storia di oggi e nel passato! Quasi a fare un reset storico e culturale per incominciare da capo (ma da quale capo?). Gesù è un evento che non si può cancellare, neanche a furia di proteste e occupazioni. Gesù Cristo, con la sua croce, la croce che si vorrebbe togliere nelle scuole e palazzi pubblici – quasi espressione di look diverso e portando motivi ecumenici - resta là! Se non fisicamente, resta nelle persone battezzate, resta in voi, resta in noi, resta in te! “Maledetto chi pende dal legno” dice la Bibbia riferendosi a Gesù Crocifisso, il Maledetto per eccellenza. Per uscire dal branco e camminare nella strada del Maledetto bisogna essere pronti a vivere da maledetti. Sì, maledetto 16 volte per essere segno della benedizione del Signore!

    January 14

    Magnificat anima mea Dominum!

     
    mad_loudes
     
    Andrò a Lourdes
    l'11 febbraio 2008
    a 150 anni dall'apparizione
    dell'Immacolata Concezione!
     
    Magnificat anima mea Dominum!
     
     
     
    January 08

    "Perdi" po' di tempo per te...

    Dopo gli esercizi mi è giunta questa testimonianza: “Quest’anno ho avuto modo di pensare a quale potesse essere la mia vocazione, il mio futuro: non ho trovato tutte le risposte, ma ho acquisito nuove consapevolezze e la forza di cercare la mia strada nella vita di ogni giorno”.

    La vocazione: l’irruzione della novità imprevista, inaspettata, dirompente. Lo sappiamo: è la paura del nuovo che spesso ci rende inospitali nei confronti del Signore che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome Lui scombina sempre i nostri pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ogni volta che sentiamo i suoi passi, evitiamo d’incontrarlo, nascondendoci dietro la siepe come Adamo tra i cespugli dell’Eden. E non vogliamo capire che se Dio ci guasta i progetti, non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. Perché non vogliamo capire che Egli non bussa alla nostra porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà.

    Coltivare la vocazione significa “perdere del tempo” per se stessi. Luca, il nostro animatore dell’oratorio di xyx, mi dice: “Copiando gli altri diventerò qualcuno anch’io”. Falso! Hai copiato, hai copiato e sei scoppiato!

    Per Chi vivere: se vivi per qualcosa hai sempre lo sguardo rivolto al tuo ombelico, guardi sempre e solo a te. Se vivi per QUALCUNO esci da te, rischi la novità, percorri sentieri di novità, che profumano di grandezza. Se poi quel Qualcuno ha la lettera maiuscola, allora: in bocca al lupo! Perché quel Qualcuno ti fa uscire dal branco, richiede coraggio per camminare da soli, per camminare contro tutti. Certo, ci vuole follia, fantasia e… tanta fiducia.

    Compiti a casa: chiediamoci tutti, giovani, fidanzati, sposi, single, consacrati…: qual’è la tua vocazione?

    Buona risposta!

    January 04

    Chi spera a Capodanno... spera tutto l'anno!

    Le feste si accavallano: appena smaltita la melassa natalizia con tutti i suoi riti consumistici (siamo sopravvissuti, ancorati alla fede?), eccoci dopo Capodanno. Anno dopo anno questa festa insidia da vicino la popolarità del Natale, quasi come contraltare di una festa dai contorni poco chiari e paganeggianti; come dire: abbiamo pensato a Dio, adesso pensiamo a noi. Parto dal sondaggio molto intrigante ed intelligente proposto dal sito degli oratori della Diocesi http://oratori.centrogiovani.net

    Perché augurarci BUON ANNO? Un anno che sapremo simile a quello appena trascorso, con le sue contraddizioni, le sue magagne, le sue guerre… È solo una consuetudine, in parecchi casi anche pagana, che ci fa festeggiare l’anno civile? Fanno invece riflettere le domande e risposte del sondaggio e mi soffermo su due risposte che si potevano dare, non suggerendovi la risposta! “Sarà la volta buona…”, massimamente votato. Non può fare a meno di celebrare il rito di “io speriamo che me la cavo” e dell'augurio di un futuro migliore. Sì, arrivederci: tutti parlano di speranza, dal Papa a Prodi, ma “chi visse sperando…”, completate voi il proverbio! “Sarà un anno di scelte importanti” ci mette personalmente in campo tutti! Le scelte importanti si compiono motivati da qualcosa di superiore, altrimenti “preferiamo” una cosa, l’altra, una birra o un’altra, ma non scendiamo in campo personalmente. Sì, scelte importanti ce ne sono, difficile fare scelte anche spirituali, perché svicoliamo tutti molto bene! Proporrei una scelta importante per tutti: trovarsi una guida spirituale in quest’anno! È uno sforzo che all’inizio costa fatica ma che dona pace, gioia e libertà spirituale!

    Dio sarà un compagno fedele anche quest’anno! “Chiamato o non chiamato, Dio sarà presente” in questo 2008 che si apre tanto carico di speranze personali, comunitarie, ecclesiali, politiche, sociali, e speranza nell’eternità. Davvero udremo spesso le campane a festa!

    December 24

    Buon Natale!

     

    natale

     

    In questo Natale vi auguro che nel presepio della vostra vita,

    la vostra statuina sia messa dal Signore dove Lui vuole.

    L’importante è stare di fronte a Gesù con Maria.

     

    Di cuore e nella preghiera

    auguro un Buon Natale

    a chi passerà sul questo spaces!

     

    Claudio

     

     

    December 13

    Chi visse sperando... morì amando!

     

    Il 30 novembre 2007 il Papa Benedetto XVI ha firmato la suo seconda lettera enciclica titolata dalle prima parole latine del documento Spe salvi, “Nella speranza siamo stati salvati”, facendo cominciare la lettera con un versetto della lettera di San Paolo ai Romani. Dopo l’enciclica Deus caritas est del dicembre 2005, ora B16 ha scritto quest’enciclica sulla speranza cristiana in un mondo che non spera più, in un mondo che ha visto venire meno “cosa” sperare, in un mondo che non vuole sperare nella fede e nella noia della vita eterna!

    La fede è speranza: elemento distintivo dei cristiani è che hanno un futuro, la nostra vita non finisce nel vuoto o, peggio, nella fredda terra di un cimitero! Tanto tutto è finito! No! La porta del tempo, del futuro, è stata spalancata sull’eternità!

    La vita eterna – che cos’è?: forse oggi molti rifiutano la fede perché la vita eterna non una cosa desiderabile. Gli uomini non vogliono la vita eterna ma quella presente! La vita eterna è un ostacolo. Ogni uomo aspira alla felicità! La vita è qualcosa da noi conosciuta, che amiamo e non vogliamo perdere; l’eternità da l’idea di interminabile e questo ci fa paura. B16 afferma che non siamo prigionieri di un calendario per l’eternità, nel quale il tempo – il prima e il dopo – non esiste più!

    “Luoghi” di apprendimento e di esercizio della speranza: i luoghi che individua B16 sono tre: la preghiera, l’agire e il soffrire, il giudizio. A ben guardare le parole del Papa mi sembra di trovare un denominatore comune: la vicinanza di Dio ad ogni uomo! Nella preghiera, nell’agire e soprattutto nel soffrire, nel giudizio finale il Signore ci sta vicino, quasi ci prende in braccio! Con un linguaggio cui non siamo forse abituati, B16 vede che anche nel giudizio personale e comunitario, un giudizio d’amore e di speranza, Dio non è giudice spietato, ma Padre misericordioso. Nessuno vive e pecca da solo ma in comunione con gli altri. Ma ancora l’agire serio e retto è speranza in atto, e il soffrire è luogo di incontro con Cristo il quale è disceso nell’inferno delle nostre sofferenze ed è vicino a coloro che le sopportano. La parola latina con-solatio, consolazione, esprime un “essere-con” nella solitudine, che allora non è più solitudine. Dio ci consola! L’uomo di preghiera non è mai totalmente solo: possiamo sperare che c’è un Dio che ci accoglie ed è sempre con noi.

    Santa Maria, stella della speranza, insegnaci a credere, sperare ed amare con te.

    Davvero chi visse sperando, morì amando!

     

    December 10

    Festa della Madonna della Santa Casa di Loreto

     
    Annunzia 
     

    ANGELUS DOMINI

     

    L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria.

    Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.            AVE MARIA

    Eccomi, sono la serva del Signore.

    Si compia in me la tua Parola.           AVE MARIA

    E il Verbo si fece carne.

    E venne ad abitare in mezzo a noi.     AVE MARIA

     

    Prega per noi santa madre di Dio.

    Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

     

    PREGHIAMO

    Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che all'annuncio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.        GLORIA AL PADRE

     

     

    December 07

    Io sono l'Immacolata Concezione

     

    1858-2008

    150 anni di occhi sul mistero a Lourdes

     

    ...inizia la storia

    Giovedì 11 febbraio 1858: L'Incontro
    Accompagnata dalla sua sorella e da un'amica, Bernardetta si reca a Massabielle, lungo il Gave, per raccogliere ossa e legna secca. Mentre si sta togliendo gli zoccoli per attraversare il fiume, sente un rumore che somigliava ad un colpo di vento, essa alza la testa verso la Grotta: " IO SCORSI UNA SIGNORA VESTITA DI BIANCO. INDOSSAVA UN ABITO BIANCO, UN VELO BIANCO, UNA CINTURA BLU ED UNA ROSA GIALLA SU OGNI PIEDI." Fa il segno della croce e recita il rosario con la Signora. Terminata la preghiera, la Signora scompare bruscamente.

    ...

     

    Giovedì 25 marzo: Il nome che si attendeva!
    La Visione rivela infine il suo nome. Bernardetta dice: "LEI ALZO’ GLI OCCHI AL CIELO, UNENDO, IN SEGNO DI PREGHIERA, LE SUE MANI CHE ERANO TESE ED APERTE VERSO LA TERRA, MI DISSE: " QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU".
    La giovane veggente parte correndo e ripete continuamente, durante il cammino, parole che non comprende. Queste parole impressionano il burbero parroco. Bernardetta ignorava quest'espressione teologica che descrive la Santa Vergine. Quattro anni prima, in 1854, il papa Pio IX ne aveva fatto una verità della fede cattolica (dogma).


     

    Visitate il sito internet del Santuario di Lourdes http://www.lourdes-france.org. Entrate nella grotta con la webcam. Pregate per noi a vicenda!

     

     

    L'IMMACOLATA CONCEZIONE

     

     

    Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

     

    490 Per esser la Madre del Salvatore, Maria “da Dio è stata arricchita di doni degni di una così grande carica” [LG 55]. L'angelo Gabriele, al momento dell'Annunciazione, la saluta come “piena di grazia” (Lc 1,28). In realtà, per poter dare il libero assenso della sua fede all'annunzio della sua vocazione, era necessario che fosse tutta sorretta dalla grazia di Dio.

     

    491 Nel corso dei secoli la Chiesa ha preso coscienza che Maria, colmata di grazia da Dio, era stata redenta fin dal suo concepimento. È quanto afferma il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio IX nel 1854:

     

    La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale [Pio IX, Bolla Ineffabilis].

     

    492 Questi “splendori di una santità del tutto singolare” di cui Maria è “adornata fin dal primo istante della sua concezione” le vengono interamente da Cristo: ella è “redenta in modo così sublime in vista dei meriti del Figlio suo” [LG 56]. Più di ogni altra persona creata, il Padre l'ha “benedetta con ogni benedizione spirituale, nei cieli, in Cristo” (Ef 1,3). In lui l'ha scelta “prima della creazione del mondo, per essere” santa e immacolata “al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4).

     

    493 I Padri della Tradizione orientale chiamano la Madre di Dio “la Tutta Santa” (“Panaghia”), la onorano come “immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa una nuova creatura”. Maria, per la grazia di Dio, è rimasta pura da ogni peccato personale durante tutta la sua esistenza.

    December 06

    Da Lourdes al mondo!

     

     

    PENITENZIERIA APOSTOLICA

    DECRETO

    In occasione del 150° anniversario della manifestazione della Beata Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, vicino a Lourdes, è quotidianamente concessa l’Indulgenza plenaria ai fedeli, che, dal giorno 8 Dicembre 2007 fino al giorno 8 Dicembre 2008, piamente e alle condizioni stabilite, visiteranno la Grotta di Massabielle, e, dal 2 all’11 Febbraio 2008, visiteranno, in qualsiasi tempio, oratorio, grotta, o luogo decoroso, l’immagine benedetta della Beata Vergine Maria di Lourdes solennemente esposta alla pubblica venerazione.

     

    Con mirabile rapporto l’onnipotenza e l’infinita bontà di Dio hanno congiunto il compito provvidenziale di Maria, Madre del Nostro Signore Gesù Cristo e perciò Madre del Corpo Mistico di Lui, che è la Chiesa, e l’opera salvifica della Chiesa stessa.

    Così il Beato Guerrico, abate, associa la protezione, che i fedeli attendono fiduciosamente da Maria Madre, e l’universale ministero di salvezza della Chiesa Cattolica: "La santa Madre di Cristo si riconosce madre dei cristiani sul piano del mistero, e perciò esercita verso di loro tutte le sollecitudini e l’amore propri di una madre… Anche i cristiani la riconoscono per madre e, mossi dal loro naturale affetto di figli, si rifugiano in lei in ogni necessità e pericolo, invocandone con fiducia il nome, come bimbi in braccio alla loro mamma" (Disc. 1. nell’Assunzione della B. Vergine Maria).

     

    Così la Costituzione Dogmatica "Lumen Gentium" del Concilio Vaticano II esalta la missione, che possiamo chiamare congiunta, della Beatissima Vergine Maria e della Chiesa Cattolica: "Maria, che ha una parte di primissimo piano nella storia della salvezza, sintetizza in sé e riflette sulla Chiesa i principali valori della rivelazione. Così quando la si predica e la si onora, ella rinvia i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all’amore del Padre. A sua volta la Chiesa, mentre opera per la gloria di Cristo, diventa più simile al suo alto modello, progredisce continuamente nella fede, nella speranza e nella carità, e in ogni cosa cerca e segue la divina volontà" (n. 65).

     

    La storia della Chiesa e memorabili testimonianze del culto mariano spesso e con chiara evidenza manifestano e raccomandano ai fedeli, per accrescerne la devozione, tale modo di operare della Divina Provvidenza.

     

    Orbene la prossima ricorrenza del centocinquantesimo anniversario del giorno in cui Maria Santissima, rivelando alla fanciulla Bernardetta Soubirous di essere l’Immacolata Concezione, volle che fosse eretto e venerato nel luogo detto "Massabielle", della città di Lourdes, un santuario, tesoro di grazia, evoca l’innumerevole serie di prodigi, mediante i quali la vita soprannaturale delle anime e la stessa salute dei corpi trassero grande vantaggio dall’onnipotente bontà di Dio; in questa disposizione della Provvidenza Divina, per intercessione della Beatissima Vergine Maria, si dimostra con evidenza che il fine integrale dell’uomo è il bene di tutta la persona, qui sulla terra e soprattutto nell’eternità della salvezza.

     

    I fedeli, fin dalle origini del santuario di Lourdes, compresero che la Beata Vergine Maria, mediante il ministero della Chiesa Cattolica, vuole amabilissimamente provvedere in quel luogo a tale integrale salvezza degli uomini.

     

    Infatti venerando la Beatissima Vergine Maria nel luogo "che i suoi piedi toccarono", i fedeli si alimentano con i Santi Sacramenti, formulano fermi propositi di condurre nell’avvenire una vita cristiana di crescente fedeltà, percepiscono vivamente il senso della Chiesa e di tutte queste cose sperimentano validissimi argomenti. Del resto, la stessa connessione, nel succedersi dei tempi, di eventi meravigliosi, lascia intravedere la congiunta operazione della Beata Vergine Maria e della Chiesa. Infatti nell’anno 1854 fu definito il Dogma della Immacolata Concezione di Maria Vergine; nell’anno 1858 Maria Santissima si mostrò con ineffabile materna dolcezza alla pia Bernardetta Soubirous, utilizzando le parole della definizione dogmatica "Io sono l’Immacolata Concezione".

    Affinché da questa pia memoria derivino crescenti frutti di rinnovata santità, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito di concedere largamente il dono dell’Indulgenza plenaria, come è spiegato di seguito:

     

    Tutti e singoli fedeli veramente pentiti, debitamente purificati mediante il sacramento della Confessione, e ristorati con la Santa Comunione, e innalzando infine devotamente preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice, potranno quotidianamente lucrare l’Indulgenza plenaria, applicabile anche, a modo di suffragio, alle anime dei fedeli in Purgatorio:

     

    A.- se, dal giorno 8 del mese di Dicembre 2007 a tutto il giorno 8 del medesimo mese del prossimo anno 2008, devotamente visiteranno, seguendo preferibilmente l’ordine proposto: 1.- il battistero parrocchiale utilizzato per il battesimo di Bernadetta; 2.- la casa detta "cachot" della famiglia Soubirous; 3.- la Grotta di Massabielle; 4.- la cappella dell’ospizio, dove Bernardetta fece la Prima Comunione, e, ogni volta, si soffermeranno per un congruo spazio di tempo in raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di fede in qualsiasi forma legittima, e la preghiera giubilare o altra invocazione mariana.

     

    B.- se, dal giorno 2 Febbraio 2008, nella Presentazione del Signore, fino all’intero giorno 11 Febbraio 2008, nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e 150° anniversario dell’Apparizione, devotamente visiteranno, in qualsiasi tempio, oratorio, grotta, o luogo decoroso, l’immagine benedetta della medesima Vergine di Lourdes, solennemente esposta alla pubblica venerazione, e dinnanzi all’immagine medesima parteciperanno ad un pio esercizio di devozione mariana, o almeno si soffermeranno per un congruo spazio di tempo in raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la professione di fede in qualsiasi forma legittima e l’invocazione della Beatissima Vergine Maria.

     

    C.- Gli anziani, gli infermi, e tutti quelli che, per legittima causa, non possono uscire da casa, potranno ugualmente conseguire, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, l’Indulgenza plenaria, se, concepita la detestazione di qualsiasi peccato e l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nei giorni 2-11 Febbraio 2008, compiranno col desiderio del cuore, spiritualmente, una visita (ai luoghi sopra indicati), reciteranno le preghiere di cui sopra e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria le malattie e i disagi della loro vita.

     

    Perché i fedeli possano più facilmente essere partecipi di questi celesti favori, i sacerdoti, approvati per l’ascolto delle confessioni dall’autorità competente, si prestino con animo pronto e generoso ad accoglierle e guidino solennemente la recita di pubbliche preghiere all’Immacolata Vergine Madre di Dio.

    Nonostante qualunque contraria disposizione.

     

    Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 21 Novembre 2007, nella Presentazione della Beata Vergine Maria.

     

    JAMES FRANCIS S.R.E. Card. STAFFORD

    Penitenziere Maggiore

    + Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv.

    Vesc. Tit. di Meta, Reggente

    December 02

    A come Agorà - A come Avvento

    Il 2 settembre 2007 si chiudeva a Loreto l'Agorà dei giovani italiani di cui scritto (http://pellegrini-per-sempre.spaces.live.com/blog/cns!CDE596FE5BE17848!175.entry), il trampolino di lancio per una un rinnovamento della pastorale giovanile!

    Il 2 dicembre 2007 incomincia il nuovo Tempo liturgico per la Chiesa, il primo giorno dell'Anno Liturgico. Il ciclo liturgico riprende e ci porterà verso Natale! Siamo chiamati ad ascoltare di nuovo la Parola di Dio, quasi non sapessimo già come va a finire la storia!, siamo chiamati a celebrare con rinnovato slancio i sacramenti per essere "sacramento di Dio", segno e strumento di Dio verso i fratelli. Tempo di grande preghiera con Maria di Nazareth.

    Cosa accomuna il 2 settembre e dicembre? A settembre eravamo a Loreto, presso la casa di Maria. Ora noi siamo chiamati a fare "casa" di Gesù nella nostra vita!

    La Donna dell'Avvento, la prima ad accogliere il Verbo di Dio, preghi per noi!   

    November 28

    Danzare la Parola

    “Et Verbum caro factum est” Eh sì! Il Verbo di Dio, Gesù, si è fatto carne e sangue, e parola scritta nelle lingue allora conosciute: ebraico, aramaico e greco. “Ma come”, dice Luca, il nostro animatore giovane della parrocchia di …, “il Vangelo è stato per me letto, spiegato e l’ho anche spiegato ai miei ragazzi del catechismo in italiano”. È vero! Il Papa Pio XII nel 1943 aveva dato una “spinta” alle traduzioni italiane della Bibbia da usarsi nella liturgia e nella catechesi. La traduzione ufficiale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) fu iniziata solo nel 1965 con lo scopo di fornire una traduzione della Bibbia adatta alla liturgia italiana, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. Dal 1974, con vari ritocchi, è completa la traduzione della Bibbia che ascoltano i cristiani di questa vecchia Italia che vanno ancora in chiesa! Ma per molti di noi è storia!

    Poi i preti (compresi anche i vescovi), per confonderci un po’, non chiamano “Bibbia” i libri da cui si legge la Parola in chiesa, ma “Lezionario”

    E cosa presentano i vescovi da questa domenica? Un nuovo Lezionario, un’altra traduzione della Bibbia ascoltata nella liturgia. Si è cercato di eliminare sviste e proporre una traduzione più fedele al tono e allo stile delle lingue originali e al tempo stesso di più facile ascolto. Cui prodest? Lo scopo è chiaro: “ricollocare la Parola di Dio al cuore della vita della Chiesa”. Ma guarda! È quanto ci sforziamo di fare da tempo in Diocesi, provocati dalla Lettera pastorale di Mons. Vescovo “Seduta ai piedi di Gesù” del febbraio 2006.

    “Sei curioso, Luca, di vedere cosa è cambiato nella nuova traduzione della Bibbia ad uso liturgico?...”  Non sono molti, sono appena oltre 10.000! “Ma cavolo: allora la Bibbia non si potrà più riconoscere? Dovremo imparare tutto da capo!”

    Sì, anche se fosse la stessa traduzione, quando si apre la Parola di Dio bisogna essere disposti a ri-imparare tutto daccapo, a sentire quelle pagine come se fosse la prima volta, e a lasciarsi scavare dentro da quella Parola. Saremo come Maria di Nazareth. Il Verbo si fa carne e sangue in noi!

    Allora danzeremo la Parola in noi, nella Chiesa, nel mondo!

    November 21

    I baci di Dio

    Domenica scorsa c’è stato il Ritiro del triennio e degli over 18 a Monte Oliveto. Davvero i giovani della Diocesi sono proprio generosi! Non è stata una giornata in cui abbiamo detto “pochi ma bun” ma “tanti e bun”!

    Durante la giornata Max, Cocky e Silvia si sono fatti come pubblicità per i prossimi appuntamenti di dicembre molto importanti, in date e luoghi diversi ma uguali nella stessa intenzione: l’amicizia con il Signore nell’amicizia tra di noi. 

    Primo in ordine di tempo: Esercizi Spirituali per gli over 18, a Villa Lascaris – Pianezza dal venerdì 7 dicembre a cena fino alla domenica 9 dicembre nel pomeriggio. Ci troveremo insieme in fraternità per pregare, per ascoltare la Parola di Dio con molti spunti forniti da don Luca Ramello, un giovane sacerdote della Diocesi di Torino, esperto in pastorale e in spiritualità, in collaborazione con suor Marirosa. Gli Esercizi sono giorni di grazia, di lasciar spazio a Dio, di ospitare Dio a casa nostra che è la sua, il nostro cuore, per attaccare la nostra spina con Gesù, e per avere un periodo, forse troppo breve, di riposo sulle braccia del Signore.

    Per info http://oratori.centrogiovani.net/public/doc2/esercizi07_copy.pdf  

    La seconda proposta che la Diocesi fa è dal 27 al 30 dicembre, per i ragazzi del Biennio che sono invitati per il Campo, che deve diventare un’esperienza importante, per crescere insieme, divertendosi in compagnia di un Amico importante nella casa di Chambons.

    Per i ragazzi del Triennio, proprio in quei giorni, viene proposto il Campus. Che cos’è? Un bel mix: due giorni di ritiro spirituale o Esercizi Spirituali e due giorni di Campo per crescere insieme sull’amicizia con Cristo e per divertirsi insieme. Il Triennio sarà ospite della casa salesiana nel Castello di Caselette.

    Per info http://oratori.centrogiovani.net/public/doc2/07_invernale_volantini.pdf 

    Approfittatene di queste tappe per un cammino di fede serio e per stare in amicizia! Tutti sono “baci di Dio” per la nostra vita! Non vorrei farmi baciare dalla mia ragazza? Non lasciamoci scappare l’occasione per farsi baciare da Dio!

    November 13

    Dalla TV alla Chiesa

    In questi giorni ho avuto “mali di stagione” e sono stato forzatamente in casa, per non sembrare con la mia voce una telefonista hard... In casa ho avuto modo di guardare molto di più la TV. La nostra vita si svolge tra fiction, soap, programmi di attualità, film, telefilm, varietà, reality show. Non si può esulare da essi, non si può non essere a conoscenza di vicende che “sanno tutti”, anche i ragazzini all’oratorio! È un “essere antichi” non sapere tutto quel che fanno in TV! 

    Ho avuto anche tempo di fare un po’ di ricerche su quel motore di ricerca che da molti viene chiamato scherzosamente o meno “San Google”. E sì: il search, la ricerca, è fondamentale nella nostra vita! Ma con sorpresa ho visto che, nella mia ricerca, i blog sono soprattutto visitati e quindi riportati all’inizio delle pagine. Il blog: uno spazio per me, che io possa scrivere tutte le cose mie sul web, e da pubblicare a tutti, come un diario, corredato di musica, foto, sms, ecc. 

    Terza parte del tempo: ho avuto da preparare il ritiro spirituale di domenica 18 nov., Solennità della Chiesa locale. Insomma: che c’entra Gesù e la Chiesa con la nostra vita, oggi tra TV, internet, strumenti di comunicazione sempre più elevati? Non sarebbe bene che Gesù, in nome di una malintesa laicità anche per i cristiani, se ne stesse solo in chiesa… mentre la vita è un’altra cosa? Gesù deve stare nella nostra vita, quella di tutti i giorni, di studio, di lavoro, di lavoro/attività anche in TV o su internet, di oratorio, di attività varie rilassanti, perché Gesù è il senso della nostra vita, il filo rosso che non si deve spezzare. E allora se ci sarà il Signore, anche nella Chiesa staremo a casa, perché è la nostra casa!

    October 23

    Sant'Halloween... Ora pro nobis!

    Ancora una volta, e sempre più intensamente, come una data ormai consueta e normale nello scadenziario degli eventi annuali, i bambini, i ragazzi e i giovani si stanno preparando alla festa di Halloween… Ciò che ci si aspettava, sembra proprio essere divenuto un dato di fatto.

    E’ interessante notare, infatti, come le premesse poste alla promozione di questa “festa” fossero quelle di un semplice “scherzetto” in maschera, pensato per i ragazzi, ai quali un “dolcetto” in più non avrebbe certamente provocato nessun mal di pancia. Invece, sembra che ciò a cui stiamo assistendo oggi, sia ben altro che una innocua mascherata, pensata semplicemente per un sano ed educativo divertimento dei nostri ragazzi.

    Piuttosto, sembra che si sia aperto un altro canale di sfruttamento consumistico, cui sottoporre le giovani generazioni e dal quale trarre il maggior profitto, senza la minima preoccupazione riguardante le conseguenze sul piano formativo; ancora, sembra che si voglia mantenere latente il reale problema umano e religioso per il quale, le ormai più svariate forme di satanismo presenti anche in Italia si legano a questa festa, e ne fanno il momento più atteso per i rituali e le invocazioni del male; infine, sembra che ci sia una specie di compiacimento nell’avere “sostituito” con una festa apparentemente non religiosa, uno dei momenti più significativi per la fede cristiana, quale è la solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione dei fedeli defunti.

    Il nostro più caro patrimonio di storia umana e familiare, costituito dalle persone che ci hanno amato, hanno lavorato e speso la loro vita per il bene della nostra vita e del nostro paese, diventando per noi “esempio di vita”, sembra ormai soppiantato da una apparizione mascherata, che ha niente di umano e di educativo per i nostri giovani. Dunque, non solo un problema religioso, ma prima di tutto sociale e civile. Ciò che ci si aspettava, sembra proprio essere divenuto un dato di fatto.

    A ciascuno di noi sta a cuore la vita dei giovani, una vita che domanda felicità vera, e che riteniamo possa realizzarsi solo nell’incontro con Colui che è la vera gioia. “L’uomo ha bisogno di Dio, di quel Dio che ci ha mostrato il suo volto e aperto il suo cuore: Gesù Cristo” (Benedetto XVI).

    October 18

    La missione siamo noi!

    Oh che barba! In questa domenica si parla di nuovo di missione-missioni! Beh che c’è di strano: è la Giornata Missionaria Mondiale! Sì, vabbè… ma in questo periodo è sempre la Giornata Missionaria Mondiale e i preti ci “spennano” richiedendoci offerte per le presunte per le missioni… Tranqui: la faccio un po’ esagerata! Ma, se ci pensiamo bene, non poche volte ci passano in testa questi pensieri, non troppo edificanti per la nostra salute eterna! C’è una calibratura però che va eseguita, quando si parla di Chiesa-missione-paesi di missione-opere di promozione umana-offerte ecc. ecc.

    “Quali sono i paesi di missione in cui opera la Chiesa di Dio?” chiede Luca, il nostro simpatico animatore. Ma che domanda facile: Africa, Asia, Oceania e America Latina possono essere le risposte. Già: nelle foto “missionarie”, per intenderci, si vedono preti e suore circondati da fanciulli neri, con i tratti latino americani o asiatici. Eppure non consideriamo foto “missionarie” ad es. le nostre… Perché non vediamo le nostre immagini a Loreto come “missionarie”? La missione, pensiamo comunemente, non riguarda noi! Eh eh: abbiamo sbagliato tutto! Tutta la Chiesa è luogo di missione, si è Chiesa solo se si è perennemente in missione, altrimenti non si è Chiesa! Dobbiamo domandarci se la Chiesa di Pinerolo è in missione!

    Mi sembra che sia diverso invece raccogliere offerte e per le opere di promozione umana e di evangelizzazione della Chiesa nel “sud del mondo” o in quei luoghi che vengono comunemente chiamati “missioni”. Altra cosa poi è pregare e offrire per coloro che operano in questi paesi. Santa Teresina è stata fatta Patrona delle opere missionarie: una suora francese dell’800 che non si è mai spostata dalla clausura delle Carmelitane di Lisieux. Non è materialmente “andata” in missione, ma era sempre in missione nella Chiesa a pregare.

    Dobbiamo tenere presente queste cose anche mentre estraiamo il portafoglio per dare un’offerta per le “missioni” nella Chiesa! …La missione siamo noi!

    October 10

    Testimone dell'amore per annunciare...

    Domenica di ottobre, vari gli appuntamenti, anche favoriti dal tempo… beh almeno non pioveva! Domenica scorsa 7 ottobre, mentre a Pinerolo c’era la manifestazione/festa della “Maschera di ferro”, rievocazione storica della città che rende omaggio al prigioniero misterioso che nel Seicento passò dalle sue carceri, i giovani della Diocesi si sono ritrovati a Monte Oliveto nel Noviziato dei Salesiani per il primo ritiro spirituale, o meglio – non ce l’ho con nessuno! – i giovani più disponibili a farsi “intrigare” dal Signore… Prima dell’Angelus di quel giorno B16 ha richiamato la memoria liturgica della Beata Vergine del Rosario, poi ha annunciato la Giornata Missionaria Mondiale che si celebrerà il 21 ottobre. Nel post-Angelus, come si dice con termini televisivi, ha salutato “i giovani che nei giorni scorsi hanno animato la quarta edizione della Missione di Roma denominata "Gesù al centro". Mi congratulo con voi, cari amici, perché avete portato l'annuncio dell'amore di Dio per le strade, in alcuni ospedali e scuole della città. L'esperienza missionaria fa parte della formazione cristiana, ed è importante che gli adolescenti e i giovani possano viverla in prima persona. Continuate a testimoniare il Vangelo ogni giorno e impegnatevi generosamente nelle prossime iniziative missionarie nella Diocesi di Roma”. Oh guarda: i giovani romani, non solo perché c’è il Papa, hanno animato una “missione” tra i loro coetanei. Ci pensavo a Monte Oliveto e l’ho anche detto ad alcuni: noi che siamo “del giro” siamo fregati nella testimonianza di Gesù anche dalla gena, termine intraducibile che vuol dire imbarazzo ma anche di più… Sì, il cristiano deve testimoniare la sua fede, deve con l’amore che dimostra verso gli altri far vedere-sperimentare-provare l’Amore di Dio per gli uomini. E allora l’annuncio sarà facile!

    September 28

    Dio "si offre" sul web

    Nell’epoca in cui si parla tanto di blog a proposito di Beppe Grillo… e anche a sproposito, rinnegando la tecnica e l’ingegno umano che ci ha fatto giungere ad elevate forme di comunicazione, dicevo che mi sono creato un blog, molto semplicemente: il mio Windows Live Spaces. Sì, perché internet non è un mostro sacro cui pochi eletti vi possono accedere, quasi schifati! Internet, siti, indirizzi mail, forum, community, link, chat e blog sono anche un modo per annunciare il Vangelo e di catechesi reciproca. L’ultimo nato a settembre nella Diocesi di Pinerolo è il sito degli oratori che è anche un blog, cioè un luogo dove oltre a leggere le cose che scrivono altri, siamo chiamati ad intervenire con il materiale che mandiamo personalmente, dai nostri oratori, dalle nostre realtà più diverse. Vedi http://oratori.centrogiovani.net/

    Dio “si offre” anche sul web! Su internet la domanda di Dio è nascosta nelle nostre ricerche search, perché si riveli così come Egli è. Certamente siamo in un periodo di taroccamenti religiosi e sacri falsi d’autore, in cui viene sempre più in auge in relativismo digitale, specialmente quanto il divo si fa divino! Eppure ho trovato nel mio blog commenti belli, o ricerche che mi hanno portato al sito www.giovaniericonciliazione.it, il sito che ha curato la fontana della Riconciliazione a Loreto e nel 2000 a Roma. Allora non è vero quello che diceva Sgarbi ieri sera a Matrix che i giovani sono tutti drogati e altre definizioni sui giovani che è meglio non scrivere. Davvero possiamo allora dire “Cliccate e vi sarà @perto”, riprendendo il titolo di un libro pubblicato da Effatà. Davvero i giovani hanno una missione in internet! Che il web sia con voi!

    September 20

    Loreto: trampolino di lancio!

    Carissimi amici pellegrini,

    il 2 settembre, dopo cena sull’autostrada, proprio nel mezzo di quella lunghissima coda che ci ha portato molto in ritardo ad arrivare da Loreto a Pinerolo, quando ho preso in mano per l’ultima volta il microfono ancora per pregare, ho detto che sarebbe stato molto bello dire le nostre esperienze del pellegrinaggio e condividere i giorni vissuti insieme… ma eravamo tutti troppo stanchi! Vi ho invitato a scrivere una testimonianza … però non l’ho fatto neppure io, fino adesso! In parte era anche voluto questo mio ritardo: non vorrei che la condivisione fosse sull’onda delle emozioni e basta. Ora, a bocie ferme, dopo aver visto anche le foto che sono sul sito degli oratori, tento di portare la mia testimonianza ed il mio racconto dell’esperienza, così, come posso… Sarò molto lungo, quindi mettetevi comodi, se volete leggermi… Sorriso

    •  Ho avuto molta paura nei giorni prima di partire: paura di non trovarmi bene, di non farcela a fare il meglio per voi, paura legata alle mie condizioni fisiche e soprattutto perché andavo in pellegrinaggio con un gruppo che non mi conosceva a fondo e anch’io non conoscevo. Sì, conoscevo solo alcuni di voi, ma Patrizio mi aveva detto che era un gruppo “variegato” come il gelato, per età, esperienze e cammini diversi. Ricordo il viaggio di andata, alla scoperta di nomi e volti, cantando e scherzando.
    •  Alla partenza però qualcosa era cambiato: diventavo parte di voi! Per me, tutte le paure allora erano scomparse! Nella preghiera che ho guidato, e mi ero preparato da molto tempo soprattutto nella preghiera a farCI pregare, non ho voluto fare una preghiera “popolare”, ma anzi una preghiera “di scontro”! La rabbia e il sonno per la preghiera forse non prevista è stata un’offerta al Signore all’inizio del pellegrinaggio. Già, non è stata una gita, ma un pellegrinaggio. La preghiera dei pellegrini, che non hanno tempo di leggere salmi o preghiere varie, perché stanno camminando, è il Rosario meditando la Parola di Dio: preghiera dei pellegrini e dei viandanti sempre!
    •  Novafeltria: luogo del nostro arrivo è stata fantastica e con famiglie accoglienti. Da questo momento non mi sono relazionato con IO e VOI, ma mi sono sempre più sentito NOI, accolto e voluto bene come sono, con le mie fatiche, ma anche con la gioia e disponibilità che cerco di trasmettere. Davvero: non è una finta ma è ciò che vivo!
    • Vorrei spendere una parola per Monsignore, non da “violino”… Ho sentito per la prima volta la Chiesa, il Vescovo successore degli Apostoli, “vicino” a noi, vicino ai giovani e ragazzi. A San Leo ed a San Marino sono stato a passeggiare con Monsignore, Fabiano e Luis. Davvero ho sperimentato con mano un Vescovo affabile, scherzoso, vicino a tutti… Ricordate quando Monsignore è stato invitato da Mons. Negri a cena prima del concerto di Branduardi… ci ha detto “Tenetemi un posto” e quasi voleva mangiare i panini con noi, per condividere in tutto la nostra condizione. Era la prima volta che sentivo un Vescovo vicino così, forse per voi è una cosa normale, ma venendo da fuori è una cosa che impressiona bene. Il Vescovo e la Chiesa vicina è importante soprattutto per i giovani, in un tempo in cui la “gerarchia” non solo della Chiesa sfugge, e non è CON. B16 ce lo ripetuto bene alla Veglia a Loreto: “Il Papa vi è vicino, condivide le vostre gioie e le vostre pene…”. Monsignore lo aveva già preceduto nei gesti!
    •  San Leo – San Marino: oltre i borghi splendidi, ci sono state le due Sante Messe presieduta da Monsignore anche con i ragazzi di altre diocesi… Ricordate il Corrado ferrarese faccia di tolla che ha detto a Monsignore “Pier Giorgio, mi offri un apertivo” e che si è fatto regalare la mitica maglietta di Pine? A bocca aperta L’amore di Dio e la libertà unita alla preghiera per la pace sono state il ricordo di queste Messe.
    •  Mi sono commosso quando ho sentito a San Marino, al piazzale Giovanni Paolo II, scandire il “Giovanni Paolo” che ho gridato quando era vivo, fin da Loreto 1995 a cui avevo partecipato. La musica di Branduardi mi ha fatto commuovere ancora, soprattutto quando suonava liberamente. Lì si sentiva quanto Angelo Branduardi era bravo, di più, direi ispirato dal Signore per comporre e suonare così magistralmente.
    •  Ho avuto un incontro in quei giorni che mi ha aperto alla speranza per la mia vita spirituale e la mia missione. Davvero come Maria “Ho trovato grazia presso Dio”!
    • Qui viene la parte più descrittiva unita alla testimonianza. Dopo la Messa con tutti gli altri giovani presenti nella Diocesi di San Marino – Montefeltro al sabato mattina, siamo partiti per Loreto. Ero molto agitato. Sapete, non sapevo quanto avevo da camminare, con il caldo o con la pioggia che poteva esserci – chiedete a Marco come ho fatto lo zaino, … pronto per la pioggia - , ed avevo paura di non farcela veramente e, soprattutto, creare problemi al gruppo. Prima di pregare insieme la decina “per il primo di noi…”, ho pregato in silenzio Maria di darmi quella forza corrisposta alla mia disponibilità, e ho aperto la mano vivendo “l’Eccomi” di ogni giorno e di quel momento. Abbiamo pregato insieme e poi, nei pressi di Recanati, abbiamo incominciato ad andare a piedi. Cocky, da ottimo organizzatore mi ha intimato: “Adesso mettiti sulla carrozzella così andiamo avanti spediti”. Mi sono seduto ma, dopo pochi metri, mi sono rialzato. Rivedendo le foto in quella giornata avevo la maglietta del pellegrinaggio in Polonia in cui motto era una frase di Giovanni Paolo II: “Alzatevi, andiamo!” Sì, mi sono alzato, alzato da tutto me stesso, e sono andato, andato come in missione! Ho messo sulla sedia lo zaino e via, a piedi: ricordate quella salita che Cocky si è fatto due volte? Tappa per il pranzo e poi via verso Loreto a piedi. Grazie a Ives che si è informato abbiamo fatto anche una puntata al Santuario e alla Santa Casa. Entrando, mi sono inginocchiato su quelle pietre, ho toccato quei muri, ho detto l’Angelus dove ha avuto Vita, il Figlio di Dio si è incarnato proprio là! Una breve visita con altri più giovani di noi, ricordo Davide molto preso: una grazia! Mai avrei pensato di aver la possibilità di andare nella Santa Casa e… in poi, dalla Santa Casa in poi, ho camminato anche con lo zaino!
    • E poi via, verso Montorso. Pensavo a 12 anni prima, quando ero ancora molto limitato come salute e non ero potuto andare a piedi. Bertu mi ha detto poi che andavo molto veloce. Comunque non è stata solo per me una “ginnastica”, preparata da tempo, ma un “essere” con voi, e non sempre su una sedia. Davvero mi sentivo mandato dal Signore avendo una responsabilità che mi ha fatto – scusate l’espressione – tirare fuori le palle! Davvero nel sudore ho provato cosa significa essere come gli altri! Non sapete come mi ha fatto piacere arrivare a Montorso non dopo di tutti, ma insieme.  Montorso: diversa da come l’avevo lasciata 12 anni fa, ma l’entusiasmo era uguale! Ho ascoltato molto bene il Papa ma sto rileggendo i testi di B16 e delle testimonianza che ho trovato su internet.
    • Veglia: ho ascoltato, riflettuto e pregato alla Veglia con il Papa, oltre a traboccare di entusiasmo, dopo mezz’ora che eravamo arrivati. La presunta stanchezza: via, ero, eravamo lì per vivere appieno questo momento che si può anche dire il trampolino di lancio per tutte le attività della pastorale giovanile. Eravamo lì per ascoltare il Pietro d’oggi. Ho sentito davvero, come ha detto il giovane che ha salutato B16, che “attraverso la sua persona e il suo volto sorridente, Dio ci viene incontro per comunicarci il suo amore di Padre”. Sì, ho visto molte volte B16 e gli ho anche parlato insieme, anche quando non era Papa. A Colonia ho ricevuto la comunione dal Papa. Eppure tutte le volte, anche se a Loreto l’ho visto da lontano, “la sua persona e il suo volto sorridente” proprio per me, mi comunicano tanto. Come poi disse Mons. Bagnasco all’inizio della Santa Messa il giorno dopo, “la Sua persona, il Suo sguardo, la Sua paternità” sono diventate “fontane di luce”. E poi: “Per Dio non ci sono periferie”. Mi sono sentito rivolgere molto da vicino quelle parole: “Maria ripeterà a ciascuno di voi le parole che lei stessa si sentì rivolgere dall’Angelo: Non temete! Non abbiate paura! Lo Spirito Santo è con voi e non vi abbandona mai. A chi confida in Dio nulla è impossibile. … Cari giovani, se il Signore vi chiama a vivere più intimamente al suo servizio, rispondete generosamente. Siatene certi: la vita dedicata a Dio non è mai spesa invano”.
    • E poi è andato via il Papa. Mentre gli altri mangiavano cena, sono andato in giro per la piana di Montorso. Sono andato a trovare don Massimo, Vincenzo, suor Marirosa e suor Silvana che animavano la “fontana delle vocazioni”… mah non mi lasciavano entrare e ho usato metodi non troppo ortodossi ma molto gentili Caldo. Poi sono andato al settore A, quasi sotto il palco, a trovare un diacono che diventerà prete nel 2008 che è della diocesi di Messina e che mi ha invitato alla sua ordinazione. Che bello! Con Giuseppe ci eravamo conosciuti nella chat del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI, ci siamo sentiti molte volte al telefono e su Skype. Conoscendolo di persona era come se l’avessi conosciuto e frequentato da sempre! Poi ho trovato alcuni della mia parrocchia… Avrei voluto andare a trovare i 54 di Orbassano ma era impossibile perché sbarravano tutto per l’inizio dello spettacolo, li ho ancora cercati ma niente. E quindi, verso le 22, ho raggiunto la nostra postazione e ho fatto cena. Era già incominciato il momento dello spettacolo-serata. Non l’ho vissuto molto attentamente. Ho seguito molto attentamente le testimone, specialmente quella di padre Bossi. Grande! E poi, ho seguito più o meno la musica, eccetto Baglioni! Sorriso
    • Fontane: finita la serata nelle “fontane di luce” c’era molta calca. E io mi sono messo in mezzo a questa calca. A me piace stare dove c’è gente! La “fontana della Riconciliazione” era la mia meta. Dopo aver “capito” un po’ come funzionava il tutto, ho chiesto ai ragazzi di Reggio Emilia-Guastalla di “Giovani e riconciliazione” (www.giovaniericonciliazione.it ) offrivano un servizio di preparazione, ringraziamento e in generale per le confessioni, se mi preparavano alla confessione. Ho dialogato per terra con un ragazzo di Reggio Emilia di 20 anni, molto simpatico e molto pronto a mettersi in gioco. Intanto trovo Debby che si era persa…Linguaccia E poi sono entrato, dopo aver aspettato un po’, nella tenda-fontana. Davvero mi sono trovato immerso in una tenda molto particolare: sul pendio si susseguivano 100 vele bianche, come se significassero gli zampilli d’acqua della fontana: ogni vela era un confessionale all’aperto. Erano tutti in silenzio, anche se c’erano tante persone… il sacerdote a cui mi sono accostato aveva più di 20 penitenti a fare la coda, in ginocchio o in piedi, ma sempre in silenzio. Era la prima volta che mi confessavo su balle di paglia! Il ringraziamento si poteva fare o all’estremo della fontana dove c’era la Croce della GMG, quella Croce davanti a cui mi sono inginocchiato al Circo Massimo per la GMG 2000 a Roma, o alla “fontana dell’Eucaristia”. Io l’ho fatto lì con i ragazzi che c’erano del servizio. Il messaggio era questo: anche il ringraziamento è un fatto di Chiesa che va condiviso con altri: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome…”.
    • Ho provato ad andare alla “fontana dell’Eucaristia” ma senza poter trovare posto. La fila era troppo lunga. Allora sono andato alla “fontana di Maria”, e lì, davanti a una copia della Madonna di Loreto, ho pregato per tutti e a lungo. Ho visto che era molto assiepata anche la “fontana della vocazioni” dove c’era il nostro “clero”.
    • In mezzo all’agorà ho poi trovato gli amici della chat Colonia 3D, una chat tridimensionale per prepararci alla GMG di Colonia, che ho salutato, baci, abbracci… e poi, dopo aver fatto una puntata ai servizi… beh cessi, sono ritornato alla nostra postazione, a fianco delle fontana. Mi sono reso conto, almeno del nostro gruppo, che pochi dormivano, anzi era bello vederci tutti o quasi in cerchio a parlare. Per non stramazzare sulla strada il giorno dopo, mi sono reso anche conto che dovevo allungarmi e cercare di dormire, o se non dormivo almeno stare lungo, per le gambe e per la schiena. Quindi mi sono saccopelato e via.
    • Mattino: al mattino la sveglia è stata piuttosto dura, con Dall’aurora al tramonto sparato dalle casse… mamma mia, ero sveglio! Mons. Bagnasco ho presieduto le Lodi mattutine. Io ho risposto a memoria, mentre mi cambiavo, mettevo la gloriosa maglietta di Pinerolo, e riordinavo lo zaino. Subito colazione e poi … è cominciato ad arrivare il Papa per la celebrazione eucaristica, e quindi dovevamo sbrigarci per essere lì, seguendo sul libretto.
    • Santa Messa: dalle letture e da Maria il Papa ha fatto emergere l’umiltà, che ci fa essere giovani secondo il Vangelo, la via dell’umiltà e non della rinuncia ma del coraggio, come i santi giovani! E poi alla fine della Messa: “andate”. Come i 72 discepoli, andate da Loreto in tutte le Chiese italiane! Quasi uno “spacciate Cristo” in tutti gli ambienti di vita! Anch’io mi sento chiamato per nome dal Signore Gesù e mandato, inviato, accompagnato e preceduto dal Signore per annunciare, senza fare gran chiasso, il Vangelo di Gesù. Sì, il Vangelo è proprio di Gesù ed devo entrare sempre più in amicizia con Lui per poter “spacciarlo”, ma devo proprio “far l’amore” con Lui, entrando nella comunione Trinitaria.
    • Ritorno a piedi: finita la Messa, abbiamo consumato pranzo. Poi abbiamo raccolto i sacchetti di rifiuti secondo la raccolta differenziata. E poi abbiamo preso la via di Loreto e Recanati, per raggiungere il pullman. Ma c’era il sole a picco! Per diverse volte, Bertu mi ha bagnato la testa, tanto ero bagnato tutto! I loretani timidi mettevano le gomme d’acqua del giardino per avere un po’ di sollievo. Mi è venuto incontro un bambino che mi offriva una bottiglia d’acqua e io l’ho messa in testa. Mi sono ricordato in quel momento una scena del colossal Ben Hur! E poi tanti altri, da chi invidiava la nostra maglietta a chi era troppo stanco e non ce la faceva più, ai canti e cori da stadio. Il ritorno a piedi, sempre per me fatto lo zaino, è stato faticoso ma con immagini che sono state impresse nel microfilm della mia vita. Una tappa a prendere qualcosa di fresco a Loreto. Ho dovuto lottare con Marco per andare ancora a piedi! Ho solo messo lo zaino sulla carrozzina. E via! Finalmente arriviamo al pullman. Un po’ di pulizia, anche per la salute degli altri e il decoro J, mi sono velocemente cambiato, asciugato. Non sono arrivato ultimo. E poi il pullman! Siamo stati uno dei primi pullman a partire dal parcheggio 7; primo autogrill: servizi veloci e poi via… Erano le 16.30.
    • Ritorno a Pinerolo: da Senigallia a oltre Bologna coda ferma Triste Siamo arrivati a Rimini alle 20.30 e a far cena a Cesena alle 21.30… e a Pinerolo verso le 5 mi sembra (ero addormentato, non ho visto l’ora!).

     

    Riporto sotto qualcuno degli sms, naturalmente senza mittente, che ho ricevuto nei giorni dopo: sono una bella testimonianza per me d’affetto e di vicinanza!

     

    * Claudio, non sarai mai come gli altri… Sei molto meglio! Un abbraccio

    *  E NON è una gita! È stato importante per i ragazzi che ne prendessero coscienza! Quindi grazie a te, caro Claudio! A presto

    * Ciao Claudio! Sei uno come noi in tutto, insieme abbiamo camminato e insieme siamo giunti alla meta! Se a te camminare è costato molta fatica e sforzi, offrili al Signore per la conversione dei tuoi ragazzi! Inoltre sei segno di costanza, coraggio, volontà e fede per tutti noi! Coraggio allora… la santità ci aspetta e anche Gesù ci attende a braccia aperte! A presto mio caro!

    * Caro Claudio, grazie di cuore per l’amicizia e la condivisione di questi giorni. Un ricordo reciproco nella preghiera! A presto

    * Fratello, non solo pellegrino ma forte e coraggioso! E non solo perché porta lo zaino e suda con i fratelli più piccoli… A presto

     

    Ringraziamenti ce ne sono da fare: da Mons. Vescovo, Pato, all’abile Cocky che ha “soluzionato” tutte le nostra necessità e magagne, a don Massimo, Vincenzo e le suore… Che barba: ringrazi solo i “capi”! No! Voglio ringraziare quelli tra voi più piccoli: davvero l’incontro era per voi, davvero sono venuto ad accompagnare voi oltre agli altri che si sbrogliano da soli; davvero, sudando ma sudando “insieme” si è pellegrini, pellegrini nella vita! Vi chiedo scusa di tutto! Tutto raccolgo nell’unica cosa che serve: la preghiera per voi! Deo gratias!

    Claudio Chiozzi