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    September 24

    Spazio alla speranza!

     

    La vicenda della piccola Ilaria di Torre Pellice e della sua famiglia, richiamata all’attenzione anche da Mons. Vescovo all’Assemblea diocesana, mi portano a qualche considerazione, per non piangere e basta oppure per non pensare “Tanto è capitato a loro”. Il giudizio è solo di Dio; noi però siamo portati a riflettere sul ruolo della famiglia nella nostra società e dei cristiani nei tempi moderni.

    Si è detto tante volte nell’Assemblea diocesana che la famiglia non esiste più. Lo vediamo a scuola, al catechismo o negli oratori. I meno gravi sono le famiglie con i genitori in posizione irregolare: conviventi, divorziati, separati. Ci scordiamo forse troppo volentieri dei più gravi, che non confluiscono in nessuna legge della Chiesa: genitori disoccupati, in carcere, drogati, alcolisti, seguiti dai servizi sociali per tutta una serie di fatiche e di “disperazioni”. Questi i genitori. I figli accusano i sintomi dei genitori, in genere. Abbiamo i figli “schizzati” in tante maniere, soprattutto accusano la mancanza di tutti due i genitori, della famiglia completa, in cui non si bisticcia sempre, in cui non devono fare loro i genitori, in cui non si scambiano le parti, portandosi avanti d’età di almeno trent’anni, che vivono la loro età di bambini e ragazzi serenamente. Ognuno di noi conosce famiglie come queste, ognuno di noi sa che stiamo parlando. Generalmente noi vediamo i “frutti” di queste “non-famiglie”. A scuola o negli oratori ci portano, forse come parcheggio sicuro, i bambini e ragazzi che sono i primi a soffrire a causa dei problemi familiari. C’è poco da sperare!

    Ma dove sono i cristiani, coloro cioè che dovrebbero star vicino a questi fratelli, coloro che non si preoccupano dei sacramenti che può ricevere un padre o una madre, coloro si mettono al servizio dei genitori e dei figli che fanno più fatica, non sostituendo nessuna figura istituzionale, ma al tempo stesso che sanno consigliare, star vicino con la preghiera, star vicino ai figli come “zii” e non come sostituti dei genitori… Dove sono?

    “…passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. (Lc 10,33ss). Parola di Gesù!

    Il granellino di senape c’è anche nella nostra Chiesa diocesana, ma non è evidente. I cristiani che si prendono cura delle famiglie in difficoltà sono nascoste, ma ci sono! C’è come lievito ma che fa lievitare la massa! Davvero allora diamo per le nostre famiglie spazio alla speranza!

     

    September 18

    Una croce al collo per dire che...

     

    Sembrerebbe strano che, questo Papa teologo, parli direttamente e “facilmente” ai giovani. Ma quando si svolgono tutti questi incontri? Ultimamente si è recato a Sydney per la GMG, poi Cagliari e Francia. Eppure nel sito nazionale Agorà dei giovani, c’è una pagina dedicata appunto ai discorsi che ha fatto il Papa ai giovani a cominciare dal 2007. Se si va a vedere bene nel sito internet della Santa Sede, ogni viaggio che B16 svolge, in Italia o fuori, ha un incontro o un saluto per i giovani. Penso che noi forse ascoltiamo le news dai TG o dal TGCOM, ma non andiamo un po’ più in profondità.

    Così abbiamo sentito forse che il Papa è andato a Francia e a Lourdes. Che c’è di strano? Forse abbiamo sentito che è il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes, e questo lo sappiamo dai programmi ripetuti su Lourdes-pellegrinaggi-miracoli ecc., ma che c’è di strano che un Papa vada pellegrino in un santuario? Anzi forse lo consideriamo un dovere del Papa! Ma quel che dice o non dice… chi se ne frega!

    Così ci siamo forse fatti scappare il bel discorso ai giovani da Parigi. È un bignami, un sunto, di ciò che è stata la GMG di Sydney: Il Signore dice ora a voi queste parole. Sydney ha fatto riscoprire a molti giovani l’importanza dello Spirito Santo nella vita del cristiano. Lo Spirito ci mette intimamente in rapporto con Dio, presso il quale si trova la sorgente d’ogni ricchezza umana autentica. Tutti voi cercate di amare e di essere amati! È verso Dio che voi dovete volgervi per imparare ad amare e per avere la forza di amare. Lo Spirito, che è Amore, può aprire i vostri cuori per ricevere il dono dell’amore autentico. Tutti voi cercate la verità e volete viverne! Questa verità è Cristo. Egli è la sola Via, l’unica Verità e la vera Vita. Seguire Cristo significa veramente “prendere il largo”, come dicono diverse volte i Salmi. … Affidatevi allo Spirito Santo per scoprire Cristo. Lo Spirito è la guida necessaria per la preghiera, l’anima della nostra speranza e la sorgente della vera gioia. … Lo Spirito Santo vi fa avvicinare al Mistero di Dio e vi fa comprendere chi è Dio. Egli vi invita a vedere nel vostro prossimo il fratello che Dio vi ha donato per vivere in comunione con lui, umanamente e spiritualmente, per vivere nella Chiesa dunque. … Voi siete nell’età della generosità. È urgente parlare di Cristo attorno a voi, alle vostre famiglie e ai vostri amici, nei vostri luoghi di studio, di lavoro o di divertimento. Non abbiate paura! Abbiate “il coraggio di vivere il Vangelo e l’audacia di proclamarlo.

    E poi: In quest’anno dedicato a san Paolo, vorrei affidarvi un secondo tesoro, che era al centro della vita di questo Apostolo affascinante: si tratta del mistero della Croce. Molti di voi portano al collo una catena con una croce. Anch’io ne porto una, come tutti i Vescovi del resto. Non è un ornamento, né un gioiello. È il simbolo prezioso della nostra fede, il segno visibile e materiale del legame con Cristo (Parigi, Sagrato della Basilica Notre-Dame, 12 settembre 2008).

    Legame con Cristo anche se a scuola ci prendono in giro perché scegliamo l’ora di religione, legame con Cristo nelle difficoltà e nelle gioie della vita, legame anche se vorremmo andare via dai nostri oratori, a farla finita con i nostri super-impegni, legame con Cristo anche se le nostre famiglie fanno fatica, anche se si bisticcia, legame con Cristo anche se le nostre vicende personali e spirituali fanno un po’ acqua… e perché no… legame con Cristo di tanti malati che conosciamo o che abbiamo visto anche Lourdes!

     

    September 11

    Provocati ad amare

     

    «Cosa significa educare? E perché scelgo di farlo?».

    L’interrogativo non ci ha lasciato e ha continuato a scavare dentro di noi come animatori ed educatori dei ragazzi che ci sono affidati, … e non dei “nostri” ragazzi!

    Guardando i volti e le foto dell’estate vissuta insieme a loro, emergono nella memoria i tanti volti di ragazzi e giovani con cui abbiamo condiviso un tratto di strada. Ascoltando le loro storie, in quei momenti dove staccandosi dal gruppo si poteva assaporare la freschezza di un dialogo 'a tu per tu', dove emergevano anche le loro paure, i loro sogni, ma anche domande e fatiche. Piccole o grandi aperture del cuore che diventavano autentiche occasioni d’incontro e motivo di stupore nello scoprire quanta originalità e profondità l’altro custodiva, nascoste spesso sotto uno sguardo timido e silenzioso. Sono emersi sogni e paure, ma anche domande e fatiche.

    L’estate che abbiamo appena trascorso con i ragazzi ci ha regalato la gioia di poterci stupire nell’ascolto dei loro racconti: il desiderio forte di voler bene e di essere amati, la fatica di sostenere spesso situazioni critiche tra papà e mamma, i primi amori, le amicizie tradite, il sentirsi “brutti”. L’esperienza personale mi ha confermato come con i ragazzi e i giovani non bisogna mai cadere nella tentazione di generalizzare. E di generalizzare al ribasso, lasciandoci andare ad un facile pessimismo.

    Ricordando questi momenti, sentiamo particolarmente illuminanti alcune parole del teologo Romano Guardini: «Educare significa che io do a quest’uomo coraggio verso se stesso. Che gli indico i suoi compiti e interpreto il suo cammino, non i miei. Significa aiutare l’altra persona a trovare la sua strada verso Dio». E così veniamo ancora una volta provocati da quei ragazzi a metterci alla scuola di Gesù che, sulla via di Emmaus, si è fatto compagno di strada dei discepoli. Alla luce dell’ascolto della Parola di Dio, l’accompagnamento diventava occasione per mettere al centro il bene, per trasmettere la gioia dell’incontro con il Signore, per guardare con coraggio e speranza alle domande di felicità, costruendo un’educazione fondata sui desideri e non sulla minaccia del futuro. Soprattutto per avere lo spazio di riprendere in mano alcune pagine di Vangelo e scoprire che non c’è crisi che non conosca una particolare visitazione di Dio, che non c’è situazione così critica che non possa trasformarsi in un’occasione di grazia.

    Educarci insieme: con pazienza, guardando alle nostre crisi come opportunità per verificare l’umanità e la qualità della fede. E come non sentirsi interrogati da questo? Grazie a quei giovani siamo stati ancora una volta provocati ad amare chi mi stava vicino, con l’unico desiderio di accompagnare l’altro all’incontro con il volto luminoso di Dio.

    September 10

    Deo gratias!

     

    mater

    1988 - 10 settembre - 2008

    "Il Signore è qui e ti chiama"

    (Gv 11,28)

    Signore, mi hai chiamato 20 anni fa nella malattia

    e ancora mi chiami tutti i giorni perchè Tu sei qui!

    Tu mi sei vicino!

    Ti ringrazio perchè, in questi anni, ho sperimentato la tua bonta!

    Tu mi portavi in braccio e io non me ne accorgevo!

    Ancora Ti dico l'ECCOMI di ogni giorno

    nella gioia, nella fatica e nella speranza!

    Affido queste mie volontà di bene a Colei che ha vissuto l'ECCOMI,

    Madre della speranza e di ogni vocazione!

     

    September 04

    Un'estate di canzoni

     

    Ciao, tu che leggi! Tre canzoni che danno luogo a queste parole.

    L’estate sta finendo, un anno se ne va! La canzone un po’ malinconica dei Righeira è adatta in questi giorni in cui abbiamo venire voglia di mare, e io ce ne ho tanta, di montagna, di viaggi, … insomma di quelle realtà estive di vacanza e non solo di “svacco”. Non è trascorso tanto tempo in cui molti di noi hanno servito i ragazzi all’Estate Ragazzi e ai campi nelle diverse parrocchie e oratori, in cui c’è stata la GMG a Sydney seguita a Oropa o nelle nostre realtà parrocchiali, in cui siamo andati in vacanza, e siamo tornati abbronzatissimi dalle spiagge o dalla montagna, oppure da fare un viaggio, magari all’estero. I nostri PC raccolgono i volti e i ricordi che scarichiamo dalle nostre macchinette fotografiche. Forse condividiamo con i nostri amici le foto caricandole sul web sfruttando spaces MSN, blog, facebook, netlog, hi5 ad esempio… Così quasi la nostra estate è relegata in un file, e non incontri personali, relazioni con amici e famiglia, entusiasmo dell’esperienze che abbiamo positive che abbiamo fatto, riposo, contatto “guancia-guancia” con Dio!

    Luce di verità, fiamma di carità, vincolo di unità, Spirito Santo Amore, si cantava a Loreto dello scorso anno. Davvero è lo Spirito Santo che ci fa riprendere i nostri impegni di servizio come animatori, catechisti, “gente che si sbatte” per gli altri! Non siamo noi che operiamo, che sistemiamo i calendari della Pastorale Giovanile per l’anno. Non siamo noi “responsabili delle risorse umane” nella Chiesa e nella Chiesa pinerolese, nella pastorale, nelle parrocchie e oratori! Lo Spirito Santo è il Capo! Ogni giorno dobbiamo tutti “timbrare il cartellino” da Lui, legame stretto di unità e di carità.

    Ave Maria, ora pro nobis. In questi giorni in cui siamo invitati da Mons. Vescovo ad andare in pellegrinaggio al Santuario Diocesano di Maria Madre della Divina Grazia a San Maurizio. Portiamo tutto dalla Madonna: il vescovo Pier Giorgio, i sacerdoti suoi collaboratori, i sacerdoti in crisi, che fanno fatica, i religiosi e le religiose, i gruppi e i movimenti laicali, i giovani e gli oratori, le vocazioni, i novizi, i seminaristi, le vocazioni ancora nascoste, il dialogo con i fratelli evangelici, il cammino dell’anno pastorale che sta per iniziare, ma soprattutto l’unità della diocesi attorno al Suo Pastore! Ora pro nobis, ora pro nobis!