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9月28日
Nell’epoca in cui si parla tanto di blog a proposito di Beppe Grillo… e anche a sproposito, rinnegando la tecnica e l’ingegno umano che ci ha fatto giungere ad elevate forme di comunicazione, dicevo che mi sono creato un blog, molto semplicemente: il mio Windows Live Spaces. Sì, perché internet non è un mostro sacro cui pochi eletti vi possono accedere, quasi schifati! Internet, siti, indirizzi mail, forum, community, link, chat e blog sono anche un modo per annunciare il Vangelo e di catechesi reciproca. L’ultimo nato a settembre nella Diocesi di Pinerolo è il sito degli oratori che è anche un blog, cioè un luogo dove oltre a leggere le cose che scrivono altri, siamo chiamati ad intervenire con il materiale che mandiamo personalmente, dai nostri oratori, dalle nostre realtà più diverse. Vedi http://oratori.centrogiovani.net/
Dio “si offre” anche sul web! Su internet la domanda di Dio è nascosta nelle nostre ricerche search, perché si riveli così come Egli è. Certamente siamo in un periodo di taroccamenti religiosi e sacri falsi d’autore, in cui viene sempre più in auge in relativismo digitale, specialmente quanto il divo si fa divino! Eppure ho trovato nel mio blog commenti belli, o ricerche che mi hanno portato al sito www.giovaniericonciliazione.it, il sito che ha curato la fontana della Riconciliazione a Loreto e nel 2000 a Roma. Allora non è vero quello che diceva Sgarbi ieri sera a Matrix che i giovani sono tutti drogati e altre definizioni sui giovani che è meglio non scrivere. Davvero possiamo allora dire “Cliccate e vi sarà @perto”, riprendendo il titolo di un libro pubblicato da Effatà. Davvero i giovani hanno una missione in internet! Che il web sia con voi! 9月20日
Carissimi amici pellegrini,
il 2 settembre, dopo cena sull’autostrada, proprio nel mezzo di quella lunghissima coda che ci ha portato molto in ritardo ad arrivare da Loreto a Pinerolo, quando ho preso in mano per l’ultima volta il microfono ancora per pregare, ho detto che sarebbe stato molto bello dire le nostre esperienze del pellegrinaggio e condividere i giorni vissuti insieme… ma eravamo tutti troppo stanchi! Vi ho invitato a scrivere una testimonianza … però non l’ho fatto neppure io, fino adesso! In parte era anche voluto questo mio ritardo: non vorrei che la condivisione fosse sull’onda delle emozioni e basta. Ora, a bocie ferme, dopo aver visto anche le foto che sono sul sito degli oratori, tento di portare la mia testimonianza ed il mio racconto dell’esperienza, così, come posso… Sarò molto lungo, quindi mettetevi comodi, se volete leggermi…
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Ho avuto molta paura nei giorni prima di partire: paura di non trovarmi bene, di non farcela a fare il meglio per voi, paura legata alle mie condizioni fisiche e soprattutto perché andavo in pellegrinaggio con un gruppo che non mi conosceva a fondo e anch’io non conoscevo. Sì, conoscevo solo alcuni di voi, ma Patrizio mi aveva detto che era un gruppo “variegato” come il gelato, per età, esperienze e cammini diversi. Ricordo il viaggio di andata, alla scoperta di nomi e volti, cantando e scherzando.
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Alla partenza però qualcosa era cambiato: diventavo parte di voi! Per me, tutte le paure allora erano scomparse! Nella preghiera che ho guidato, e mi ero preparato da molto tempo soprattutto nella preghiera a farCI pregare, non ho voluto fare una preghiera “popolare”, ma anzi una preghiera “di scontro”! La rabbia e il sonno per la preghiera forse non prevista è stata un’offerta al Signore all’inizio del pellegrinaggio. Già, non è stata una gita, ma un pellegrinaggio. La preghiera dei pellegrini, che non hanno tempo di leggere salmi o preghiere varie, perché stanno camminando, è il Rosario meditando la Parola di Dio: preghiera dei pellegrini e dei viandanti sempre!
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Novafeltria: luogo del nostro arrivo è stata fantastica e con famiglie accoglienti. Da questo momento non mi sono relazionato con IO e VOI, ma mi sono sempre più sentito NOI, accolto e voluto bene come sono, con le mie fatiche, ma anche con la gioia e disponibilità che cerco di trasmettere. Davvero: non è una finta ma è ciò che vivo!
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Vorrei spendere una parola per Monsignore, non da “violino”… Ho sentito per la prima volta la Chiesa, il Vescovo successore degli Apostoli, “vicino” a noi, vicino ai giovani e ragazzi. A San Leo ed a San Marino sono stato a passeggiare con Monsignore, Fabiano e Luis. Davvero ho sperimentato con mano un Vescovo affabile, scherzoso, vicino a tutti… Ricordate quando Monsignore è stato invitato da Mons. Negri a cena prima del concerto di Branduardi… ci ha detto “Tenetemi un posto” e quasi voleva mangiare i panini con noi, per condividere in tutto la nostra condizione. Era la prima volta che sentivo un Vescovo vicino così, forse per voi è una cosa normale, ma venendo da fuori è una cosa che impressiona bene. Il Vescovo e la Chiesa vicina è importante soprattutto per i giovani, in un tempo in cui la “gerarchia” non solo della Chiesa sfugge, e non è CON. B16 ce lo ripetuto bene alla Veglia a Loreto: “Il Papa vi è vicino, condivide le vostre gioie e le vostre pene…”. Monsignore lo aveva già preceduto nei gesti!
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San Leo – San Marino: oltre i borghi splendidi, ci sono state le due Sante Messe presieduta da Monsignore anche con i ragazzi di altre diocesi… Ricordate il Corrado ferrarese faccia di tolla che ha detto a Monsignore “Pier Giorgio, mi offri un apertivo” e che si è fatto regalare la mitica maglietta di Pine? L’amore di Dio e la libertà unita alla preghiera per la pace sono state il ricordo di queste Messe.
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Mi sono commosso quando ho sentito a San Marino, al piazzale Giovanni Paolo II, scandire il “Giovanni Paolo” che ho gridato quando era vivo, fin da Loreto 1995 a cui avevo partecipato. La musica di Branduardi mi ha fatto commuovere ancora, soprattutto quando suonava liberamente. Lì si sentiva quanto Angelo Branduardi era bravo, di più, direi ispirato dal Signore per comporre e suonare così magistralmente.
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Ho avuto un incontro in quei giorni che mi ha aperto alla speranza per la mia vita spirituale e la mia missione. Davvero come Maria “Ho trovato grazia presso Dio”!
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Qui viene la parte più descrittiva unita alla testimonianza. Dopo la Messa con tutti gli altri giovani presenti nella Diocesi di San Marino – Montefeltro al sabato mattina, siamo partiti per Loreto. Ero molto agitato. Sapete, non sapevo quanto avevo da camminare, con il caldo o con la pioggia che poteva esserci – chiedete a Marco come ho fatto lo zaino, … pronto per la pioggia - , ed avevo paura di non farcela veramente e, soprattutto, creare problemi al gruppo. Prima di pregare insieme la decina “per il primo di noi…”, ho pregato in silenzio Maria di darmi quella forza corrisposta alla mia disponibilità, e ho aperto la mano vivendo “l’Eccomi” di ogni giorno e di quel momento. Abbiamo pregato insieme e poi, nei pressi di Recanati, abbiamo incominciato ad andare a piedi. Cocky, da ottimo organizzatore mi ha intimato: “Adesso mettiti sulla carrozzella così andiamo avanti spediti”. Mi sono seduto ma, dopo pochi metri, mi sono rialzato. Rivedendo le foto in quella giornata avevo la maglietta del pellegrinaggio in Polonia in cui motto era una frase di Giovanni Paolo II: “Alzatevi, andiamo!” Sì, mi sono alzato, alzato da tutto me stesso, e sono andato, andato come in missione! Ho messo sulla sedia lo zaino e via, a piedi: ricordate quella salita che Cocky si è fatto due volte? Tappa per il pranzo e poi via verso Loreto a piedi. Grazie a Ives che si è informato abbiamo fatto anche una puntata al Santuario e alla Santa Casa. Entrando, mi sono inginocchiato su quelle pietre, ho toccato quei muri, ho detto l’Angelus dove ha avuto Vita, il Figlio di Dio si è incarnato proprio là! Una breve visita con altri più giovani di noi, ricordo Davide molto preso: una grazia! Mai avrei pensato di aver la possibilità di andare nella Santa Casa e… in poi, dalla Santa Casa in poi, ho camminato anche con lo zaino!
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E poi via, verso Montorso. Pensavo a 12 anni prima, quando ero ancora molto limitato come salute e non ero potuto andare a piedi. Bertu mi ha detto poi che andavo molto veloce. Comunque non è stata solo per me una “ginnastica”, preparata da tempo, ma un “essere” con voi, e non sempre su una sedia. Davvero mi sentivo mandato dal Signore avendo una responsabilità che mi ha fatto – scusate l’espressione – tirare fuori le palle! Davvero nel sudore ho provato cosa significa essere come gli altri! Non sapete come mi ha fatto piacere arrivare a Montorso non dopo di tutti, ma insieme. Montorso: diversa da come l’avevo lasciata 12 anni fa, ma l’entusiasmo era uguale! Ho ascoltato molto bene il Papa ma sto rileggendo i testi di B16 e delle testimonianza che ho trovato su internet.
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Veglia: ho ascoltato, riflettuto e pregato alla Veglia con il Papa, oltre a traboccare di entusiasmo, dopo mezz’ora che eravamo arrivati. La presunta stanchezza: via, ero, eravamo lì per vivere appieno questo momento che si può anche dire il trampolino di lancio per tutte le attività della pastorale giovanile. Eravamo lì per ascoltare il Pietro d’oggi. Ho sentito davvero, come ha detto il giovane che ha salutato B16, che “attraverso la sua persona e il suo volto sorridente, Dio ci viene incontro per comunicarci il suo amore di Padre”. Sì, ho visto molte volte B16 e gli ho anche parlato insieme, anche quando non era Papa. A Colonia ho ricevuto la comunione dal Papa. Eppure tutte le volte, anche se a Loreto l’ho visto da lontano, “la sua persona e il suo volto sorridente” proprio per me, mi comunicano tanto. Come poi disse Mons. Bagnasco all’inizio della Santa Messa il giorno dopo, “la Sua persona, il Suo sguardo, la Sua paternità” sono diventate “fontane di luce”. E poi: “Per Dio non ci sono periferie”. Mi sono sentito rivolgere molto da vicino quelle parole: “Maria ripeterà a ciascuno di voi le parole che lei stessa si sentì rivolgere dall’Angelo: Non temete! Non abbiate paura! Lo Spirito Santo è con voi e non vi abbandona mai. A chi confida in Dio nulla è impossibile. … Cari giovani, se il Signore vi chiama a vivere più intimamente al suo servizio, rispondete generosamente. Siatene certi: la vita dedicata a Dio non è mai spesa invano”.
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E poi è andato via il Papa. Mentre gli altri mangiavano cena, sono andato in giro per la piana di Montorso. Sono andato a trovare don Massimo, Vincenzo, suor Marirosa e suor Silvana che animavano la “fontana delle vocazioni”… mah non mi lasciavano entrare e ho usato metodi non troppo ortodossi ma molto gentili . Poi sono andato al settore A, quasi sotto il palco, a trovare un diacono che diventerà prete nel 2008 che è della diocesi di Messina e che mi ha invitato alla sua ordinazione. Che bello! Con Giuseppe ci eravamo conosciuti nella chat del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della CEI, ci siamo sentiti molte volte al telefono e su Skype. Conoscendolo di persona era come se l’avessi conosciuto e frequentato da sempre! Poi ho trovato alcuni della mia parrocchia… Avrei voluto andare a trovare i 54 di Orbassano ma era impossibile perché sbarravano tutto per l’inizio dello spettacolo, li ho ancora cercati ma niente. E quindi, verso le 22, ho raggiunto la nostra postazione e ho fatto cena. Era già incominciato il momento dello spettacolo-serata. Non l’ho vissuto molto attentamente. Ho seguito molto attentamente le testimone, specialmente quella di padre Bossi. Grande! E poi, ho seguito più o meno la musica, eccetto Baglioni! 
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Fontane: finita la serata nelle “fontane di luce” c’era molta calca. E io mi sono messo in mezzo a questa calca. A me piace stare dove c’è gente! La “fontana della Riconciliazione” era la mia meta. Dopo aver “capito” un po’ come funzionava il tutto, ho chiesto ai ragazzi di Reggio Emilia-Guastalla di “Giovani e riconciliazione” (www.giovaniericonciliazione.it ) offrivano un servizio di preparazione, ringraziamento e in generale per le confessioni, se mi preparavano alla confessione. Ho dialogato per terra con un ragazzo di Reggio Emilia di 20 anni, molto simpatico e molto pronto a mettersi in gioco. Intanto trovo Debby che si era persa… E poi sono entrato, dopo aver aspettato un po’, nella tenda-fontana. Davvero mi sono trovato immerso in una tenda molto particolare: sul pendio si susseguivano 100 vele bianche, come se significassero gli zampilli d’acqua della fontana: ogni vela era un confessionale all’aperto. Erano tutti in silenzio, anche se c’erano tante persone… il sacerdote a cui mi sono accostato aveva più di 20 penitenti a fare la coda, in ginocchio o in piedi, ma sempre in silenzio. Era la prima volta che mi confessavo su balle di paglia! Il ringraziamento si poteva fare o all’estremo della fontana dove c’era la Croce della GMG, quella Croce davanti a cui mi sono inginocchiato al Circo Massimo per la GMG 2000 a Roma, o alla “fontana dell’Eucaristia”. Io l’ho fatto lì con i ragazzi che c’erano del servizio. Il messaggio era questo: anche il ringraziamento è un fatto di Chiesa che va condiviso con altri: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome…”.
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Ho provato ad andare alla “fontana dell’Eucaristia” ma senza poter trovare posto. La fila era troppo lunga. Allora sono andato alla “fontana di Maria”, e lì, davanti a una copia della Madonna di Loreto, ho pregato per tutti e a lungo. Ho visto che era molto assiepata anche la “fontana della vocazioni” dove c’era il nostro “clero”.
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In mezzo all’agorà ho poi trovato gli amici della chat Colonia 3D, una chat tridimensionale per prepararci alla GMG di Colonia, che ho salutato, baci, abbracci… e poi, dopo aver fatto una puntata ai servizi… beh cessi, sono ritornato alla nostra postazione, a fianco delle fontana. Mi sono reso conto, almeno del nostro gruppo, che pochi dormivano, anzi era bello vederci tutti o quasi in cerchio a parlare. Per non stramazzare sulla strada il giorno dopo, mi sono reso anche conto che dovevo allungarmi e cercare di dormire, o se non dormivo almeno stare lungo, per le gambe e per la schiena. Quindi mi sono saccopelato e via.
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Mattino: al mattino la sveglia è stata piuttosto dura, con Dall’aurora al tramonto sparato dalle casse… mamma mia, ero sveglio! Mons. Bagnasco ho presieduto le Lodi mattutine. Io ho risposto a memoria, mentre mi cambiavo, mettevo la gloriosa maglietta di Pinerolo, e riordinavo lo zaino. Subito colazione e poi … è cominciato ad arrivare il Papa per la celebrazione eucaristica, e quindi dovevamo sbrigarci per essere lì, seguendo sul libretto.
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Santa Messa: dalle letture e da Maria il Papa ha fatto emergere l’umiltà, che ci fa essere giovani secondo il Vangelo, la via dell’umiltà e non della rinuncia ma del coraggio, come i santi giovani! E poi alla fine della Messa: “andate”. Come i 72 discepoli, andate da Loreto in tutte le Chiese italiane! Quasi uno “spacciate Cristo” in tutti gli ambienti di vita! Anch’io mi sento chiamato per nome dal Signore Gesù e mandato, inviato, accompagnato e preceduto dal Signore per annunciare, senza fare gran chiasso, il Vangelo di Gesù. Sì, il Vangelo è proprio di Gesù ed devo entrare sempre più in amicizia con Lui per poter “spacciarlo”, ma devo proprio “far l’amore” con Lui, entrando nella comunione Trinitaria.
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Ritorno a piedi: finita la Messa, abbiamo consumato pranzo. Poi abbiamo raccolto i sacchetti di rifiuti secondo la raccolta differenziata. E poi abbiamo preso la via di Loreto e Recanati, per raggiungere il pullman. Ma c’era il sole a picco! Per diverse volte, Bertu mi ha bagnato la testa, tanto ero bagnato tutto! I loretani timidi mettevano le gomme d’acqua del giardino per avere un po’ di sollievo. Mi è venuto incontro un bambino che mi offriva una bottiglia d’acqua e io l’ho messa in testa. Mi sono ricordato in quel momento una scena del colossal Ben Hur! E poi tanti altri, da chi invidiava la nostra maglietta a chi era troppo stanco e non ce la faceva più, ai canti e cori da stadio. Il ritorno a piedi, sempre per me fatto lo zaino, è stato faticoso ma con immagini che sono state impresse nel microfilm della mia vita. Una tappa a prendere qualcosa di fresco a Loreto. Ho dovuto lottare con Marco per andare ancora a piedi! Ho solo messo lo zaino sulla carrozzina. E via! Finalmente arriviamo al pullman. Un po’ di pulizia, anche per la salute degli altri e il decoro J, mi sono velocemente cambiato, asciugato. Non sono arrivato ultimo. E poi il pullman! Siamo stati uno dei primi pullman a partire dal parcheggio 7; primo autogrill: servizi veloci e poi via… Erano le 16.30.
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Ritorno a Pinerolo: da Senigallia a oltre Bologna coda ferma Siamo arrivati a Rimini alle 20.30 e a far cena a Cesena alle 21.30… e a Pinerolo verso le 5 mi sembra (ero addormentato, non ho visto l’ora!).
Riporto sotto qualcuno degli sms, naturalmente senza mittente, che ho ricevuto nei giorni dopo: sono una bella testimonianza per me d’affetto e di vicinanza!
* Claudio, non sarai mai come gli altri… Sei molto meglio! Un abbraccio
* E NON è una gita! È stato importante per i ragazzi che ne prendessero coscienza! Quindi grazie a te, caro Claudio! A presto
* Ciao Claudio! Sei uno come noi in tutto, insieme abbiamo camminato e insieme siamo giunti alla meta! Se a te camminare è costato molta fatica e sforzi, offrili al Signore per la conversione dei tuoi ragazzi! Inoltre sei segno di costanza, coraggio, volontà e fede per tutti noi! Coraggio allora… la santità ci aspetta e anche Gesù ci attende a braccia aperte! A presto mio caro!
* Caro Claudio, grazie di cuore per l’amicizia e la condivisione di questi giorni. Un ricordo reciproco nella preghiera! A presto
* Fratello, non solo pellegrino ma forte e coraggioso! E non solo perché porta lo zaino e suda con i fratelli più piccoli… A presto
Ringraziamenti ce ne sono da fare: da Mons. Vescovo, Pato, all’abile Cocky che ha “soluzionato” tutte le nostra necessità e magagne, a don Massimo, Vincenzo e le suore… Che barba: ringrazi solo i “capi”! No! Voglio ringraziare quelli tra voi più piccoli: davvero l’incontro era per voi, davvero sono venuto ad accompagnare voi oltre agli altri che si sbrogliano da soli; davvero, sudando ma sudando “insieme” si è pellegrini, pellegrini nella vita! Vi chiedo scusa di tutto! Tutto raccolgo nell’unica cosa che serve: la preghiera per voi! Deo gratias!
Claudio Chiozzi
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