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    June 12

    Amore x 3!

     

    Carissimi, dopo la Pentecoste, in cui abbiamo celebrato nell’Agorà dei giovani l’effusione dello Spirito Santo, abbiamo da una quindicina di giorni iniziato il Tempo Ordinario, quello in cui, per capirsi, il sacerdote si veste di verde. La Liturgia della Chiesa ci fa celebrare tre Solennità. Proviamo a capirle un po’, per viverle. Infatti, la catechesi attinge e porta alla Liturgia, che non dev’essere una cosa a sé, ma integrata nell’annuncio e nella testimonianza.

    Abbiamo celebrato la Solennità della Santissima Trinità. Un animatore mi ha detto una bella immagine che tenta di spiegare la Trinità: il trifoglio, una pianta sola con tre foglie. Verità fondamentale della nostra Fede, e Fede Cattolica, è un po’ tralasciata … tanto è un Mistero! Eppure incominciamo le preghiere e, sarebbe bene tutte le azioni, Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. 1 = 3 Sì, qui sì!

    Corpus Domini: ah sì, la Domenica della Processione! Beh, non è tanto importante e si taglia, no? Il Corpus Domini, ovvero come si dice ufficialmente “II Domenica dopo Pentecoste – SS. Corpo e Sangue di Cristo”, è una Solennità che ci rimanda all’Ultima Cena, infatti un tempo veniva celebrata di giovedì e si faceva anche vacanza da scuola e lavoro. Non stiamo qui a dire come si è sviluppata nella storia del Corpus Domini. Giovanni Paolo II nella sua ultima Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia del 2003 ha tracciato quasi un “testamento spirituale”, per dare alla Chiesa intera una riflessione sull’Eucaristia nel suo rapporto con la Chiesa. È la contemplazione e lo stupore che pervade GP2 facendogli affermare dell’Eucaristia: “Qui c’è il tesoro della Chiesa, il cuore del mondo, il pegno del traguardo a cui ciascun uomo, anche inconsapevolmente, anela. … Se i nostri sensi falliscono, ma la sola fede, radicata nella parola di Cristo a noi consegnata dagli Apostoli, ci basta”. Nel giorno del Corpus Domini si fa la Processione con Gesù Sacramentato! Errato: è Gesù che ci fa muovere dalla chiesa, che si fa portare in giro nelle nostre città! Non guardiamo il Santissimo Sacramento: è Lui che ci guarda, che ci trasforma, che benedice i nostri paesi, oratori, attività umane e politiche.

    Sacro Cuore di Gesù: la festa delle vecchiette, quella del Primo Venerdì del mese, di statue di Gesù operato, che fa vedere il cuore, no? Ma processioni e statue operate interessano o no i giovani? È un retaggio vecchio, da vecchiette! Noi giovani siamo cresciuti nel post-Concilio Vaticano II! Che ci frega del Primo Venerdì del mese? Bello approfondire la storia della devozione. È l’Amore di Gesù che si adora come l’Eucaristia. Allora il Corpus Domini e il Sacro Cuore sono intimamente collegati: è essere preparati con il distacco dal peccato, è celebrare, amare, adorare, cuore a cuore, l’Eucaristia. In fondo, l’Eucaristia non è il tesoro e il dono d’Amore con cui Gesù è venuto ad abitare stabilmente in mezzo a noi? Non possiamo/non dobbiamo fare a meno dell’Eucaristia. Eucaristia e Sacerdozio cattolico sono uniti, perché uno non può far a meno dell’Altra. Finché vivrà un prete ci sarà Gesù Eucaristia sulla terra. È bello e confortante pensare questo.

    Quest’anno il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto arricchire la Solennità del Sacro Cuore con l’inizio dell’Anno Sacerdotale nel 150esimo di morte del Santo Curato d’Ars. L’Anno Sacerdotale non sarà un anno “riservato ai sacerdoti”, ma a tutta la Chiesa; in ogni sua componente, essa sarà chiamata a riscoprire la grandezza del dono che il Signore ha voluto lasciarle con il Ministero Sacerdotale. Il Cuore di Cristo, ferito e sanguinante, come il cuore di pastore di San Giovanni Maria Vianney, testimoniano con travolgente forza quale sia l’origine della missione della Chiesa: l’Amore!