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April 26 Testimoni colorati
Su un quotidiano a tiratura nazionale, riportando i risultati di un’inchiesta svolta nel Triveneto, titolava a quattro colonne “Quando Dio è in minoranza”. Secondo questa inchiesta “svanisce tra i giovani l’immagine del Dio cristiano, vacilla il dogma che Cristo sia figlio di Dio, aumenta la distanza dalla Chiesa-istituzione… Dio, dunque, è in minoranza, il Dio delle cosiddette «radici cristiane». Il Dio annunciato ogni domenica a Messa, proclamato a Battesimi, Comunioni, nozze e funerali, insegnato per tredici anni nell’ora di religione…”. Cala il numero dei cristiani in Europa. Mi fa riflettere non poco l’affermazione di un cardinale secondo cui è molto meglio un piccolo gregge di credenti che una massa di appartenenti. Abbiamo il compito non facile di essere un pizzico di lievito, un seme fecondo, capace di fermentare lentamente e pazientemente il terreno del mondo e della storia. Gesù ha scelto noi, poveri, inadeguati, per essere testimoni della sua Risurrezione. La testimonianza è trasmissione del messaggio cristiano, attraverso l’esempio, parole e opere. Possiamo dire – affermando con Santa Bernardetta Soubirous – che noi non siamo incaricati di farvelo credere ma di dirvelo. Ricordiamoci che il cristianesimo sbiadito che tante volte traspare dalla nostra vita non può lasciare indifferenti coloro che incontriamo. Diamo un po’ di colore al nostro essere cristiani! Altrimenti si è magari animatori, magari impegnati negli oratori, magari buonini. E poi? Quando ci chiedono “Perché lo fai? Perché vai in Chiesa e in oratorio?” facciamo come i concorrenti di Jerry Scotti: cascano sempre quando fa domande di religione. L’inchiesta di cui si parlava si conclude in un modo amaro: “Evidentemente i giovani rappresentano davvero un mondo sé. Chiusi in un circuito proprio. In stand by”. No: i più giovani non vivono in un mondo diverso dal nostro. Chiunque vive e opera con i giovani vive anche l’attesa di speranza, l’ottimismo, la voglia di fare, di sbattersi, di volontariato e di servizio vero anche in luoghi non soliti per i giovani ad esempio in missione, o i vari “Cottolengo”, le varie “Stazione Termini” con i senza fissa dimora, molto silenziosamente in carcere, e in questi giorni anche nei paesi terremotati dell’Abruzzo. E non appaiono mai alla televisione. Davvero i nostri giovani non sono in stand by! Davvero sono testimoni colorati di Cristo! Davvero “dove c’è l’inverno scoppierà la primavera”.
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