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日志


3月26日

Tommy: il mio volto!

Oggi non credono per la gioia! Capisci: per la gioia. Non per la paura o la rabbia, la malinconia o la tristezza, la mestizia o l’angoscia, il terrore o la delusione. No! Perché alla gioia non si crede. Allora Gesù, entrato per la porta sprangata nella casa dove stavano mangiando, si fa avanti con le palme aperte: “Osservate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!”. Non credono per la gioia! Lo spiano ma nessuno parla. Entrando ha augurato a tutti la pace, ma i loro cuori – in quel subbuglio di spavento, gioia e incredulità – sono lontanissimi dalla pace. Il Risorto non li rimprovera perché non hanno creduto e non rimprovera anche noi!

Sfonda le porte del nostro cuore, entra nel nostro cenacolo, grida la sua pace, ci accarezza con il suo Spirito… ma s’accorge che ne manca uno. Ricordate la pecorella perduta? Anche lì ne mancava una sola. Uno che, rientrato a casa, non può credere: “Se non vedo… se non tocco… se non metto… non crederò!”. Allora Gesù torna e va a trovare quell’uno. Perché, anche da Risorto, il belato di una pecorella commuove più che la musica di un gregge sicuro nel recinto. Va a trovare quell’uno: “Metti qui il tuo dito nel mio costato”.

D’altronde Cristo accoglie i ritardatari, coloro che incespicano, esitano, avanzano a fatica nel mezzo delle tenebre. Cristo è ormai abituato a concedersi agli ultimi arrivati. Il ladrone, sulla croce, ne rappresenta la dimostrazione insuperata. Tommy sa che piegare le ginocchia e gridare “Mio Signore e mio Dio!” e fiorisce solo dopo che ogni uomo ha perso lungo la strada tutte le illusioni. Di fronte allo scolaro più attaccabrighe, il Maestro si fa docile: “Metti qua il dito e guarda le mie mani”. Ti fa tenerezza un maestro così: Lui è disposto a cambiare metodo, ad abbandonare i programmi ministeriali, a modificare la didattica, a rimettere in gioco la sua pedagogia. Cristo conquista Tommaso lasciandosi conquistare da lui. Lo addomestica lasciandosi carezzare, lo seduce facendosi ammirare. Insomma: lo vince dimostrandosi perdente. Conquistato così alla grande che, alla fine, non mette nemmeno il dito nei chiodi: voleva toccare, ma poi di fatto non toccò. Lasciò che il certificato di garanzia! Non toccò, ma cadde in ginocchio. Si è trovato con lo stupore di trovarsi di fronte un Cristo sfolgorante di dolcezza, di pace, di tenerezza. Era quello il Signore che, titubante, andava cercando. “Abbiamo visto il Signore!”. Si, probabilmente gli apostoli ci avranno messo anche il punto esclamativo al termine della frase. Ma non è stato sufficiente… Bastassero i punti esclamativi per convincere l’umanità! E invece? Tutto come prima. Porte sbarrate, paura custodita, bisbigli di sottofondo. E Tommy non ci sta: non rifiuta la testimonianza, ma il modo in cui la rendono.

E per fortuna nel vangelo c’è anche lui, Tommy. Per fortuna perché se immagino il suo volto senza difficoltà alcuna intravedo il mio volto, con la mia paura e la mia voglia di credere allo stesso tempo, con il mio aggrapparmi a tutti gli appigli e la nostalgia di un gesto di abbandono, la tentazione a fare un salto. Per fortuna c’è lui che, nonostante tutto, m’invita a non mollare. E allora vado avanti così, con una spiritualità forte, con un Dio meraviglioso che mi ama immensamente. Questo mi fa sorridere, e non posso fare altro. E’ una sicurezza fantastica!

Non ci credi? Non ti fidi? Non vuoi sbagliare? Non si può continuare a fare questi giochetti all’infinito. Perché non rischiare?

3月19日

Non c'è Pasqua senza profumo!

Pasqua di Risurrezione 2008

 

Non c’è Pasqua senza profumo

Mc 14, 3-11

 

“Nei giorni della sua passione e morte, il corpo di Gesù stesso, come prezioso vaso di alabastro, sarà spezzato e distrutto per poter così effondere il profumo dell’amore di Dio: il perdono dei peccati e il dono delle Spirito, che ci unge e ci consacra. Il vero «spreco» sarà quello operato in croce da Gesù: il corpo donato, il sangue versato, lo Spirito effuso, il perdono accordato, il paradiso spalancato. Non ci sarà Pasqua senza profumo! Quale vasetto prezioso sapremo spezzare per Lui? Quale e quanto del nostro tempo prezioso sapremo donargli? Quale nostro profumato spreco sapremo offrigli, riconoscendo il grande Amore con cui ci ha amati per primo? Che Maria ci aiuti a rompere ogni indugio e a effondere il povero profumo del nostro cuore. Le nostre case, le nostre comunità ne saranno impregnate e chi vi entrerà non potrà non esclamare: «Che è mai questo?». Con Maria e la donna di Betania risponderemo: «È il profumo dell’amore di Dio riversato su di noi»”. (don L. R.)

 

unzione_betania 

Con questo pensiero

di un mio amico e padre spirituale,

Ti auguro buona Risurrezione in questa Pasqua 2008,

nella preghiera a vicenda!

3月5日

Dal look alla sostanza

Perché non fare a Pinerolo una liturgia penitenziale stile Loreto o Roma GMG 2000? Pensavamo che fosse tutta una questione di stile, di gesti un po’ eclatanti, e forse un po’ di rivoluzione nel rito, così poteva essere più accattivante, ma basta così. Ci siamo messi in contatto con il gruppo Giovani & Riconciliazione della Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla. Ci sono state diverse fasi del contatto con questo gruppo. Poi una domenica, due di noi sono stati ospiti di Trenitalia per arrivare a Reggio Emilia, accolti in modo veramente familiare.

Qui ci siamo accorti che non si trattava di una questione di look della liturgia penitenziale, ma c’era molto di più, soprattutto un aspetto ecclesiologico-sacramentale.Una Chiesa dal volto giovane – anche di età anagrafica - che accoglie e prepara al sacramento, e ringrazia con i giovani. Ecco la figura dei preparatori, che svolgono un ministero “straordinario”, “i ministri ausiliari della Riconciliazione”. I giovani preparatori non svolgono la “pre-confessione” ma si mettono in gioco anche loro su un brano del vangelo, come preparazione ed accompagnamento dei penitenti. E poi ringraziano con i giovani della grazia sacramentale della gioia del perdono: “Dove due o tre … io sono in mezzo a loro”. Non siamo soli ad andarci a confessare: tutta la Chiesa è disponibile, si prepara e ringrazia con noi. Al momento sacramentale da uno dei sacerdoti siamo accompagnati da tutta la Chiesa giovane.

Per far comprendere ai giovani qual’era l’intento, i giovani di Giovani & Riconciliazione sono stati disponibili a venire a Pinerolo ad un ritiro a Monte Oliveto e hanno offerto la loro testimonianza. I giovani di Pine li hanno massacrati di domande, che non erano spinte da curiosità, ma dal voler apprendere il cammino che li ha portati a compiere questo “ministero ausiliario”.

14 marzo 2008 ore 20.30 nella Basilica di San Maurizio - Pinerolo: sarà il momento iniziale di questa GMG Diocesana. Vivremo la liturgia penitenziale presieduta da mons. Vescovo con i giovani del Gruppo di Giovani & Riconciliazione di Reggio Emilia.

Ma è cambiata l’intenzione: dal look, dallo stile un po’ nuovo della liturgia penitenziale, alla sostanza: vogliamo innamorarci alla gioia del sacramento della Riconciliazione, non per fare la lista della spesa dei peccati, ma per vivere questo sacramento in modo ecclesiale, per far emergere anche nella nostra Chiesa questo ministero giovanile.