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    December 23

    Non temere, Maria!

     
    Natale del Signore 2008 - Capodanno 2009
     
     
    "Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio.
    Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù."
    (Lc 1,31)
     
    "Abbiamo visto una stella! Io, per grazia, l'ho veduta, e ho voluto indicarla anche a te.
    In realtà essa già brilla nel cielo del tuo cuore.
    E siccome le stelle al mattino si spengono per fare spazio al sole,
    anche quella stella, che è la Madonna, si spegnerà.
    Ma sarai arrivato alla meta, là dove sei atteso.
    E qualunque possa essere il buio che ti stringe, ti sarà data la luce del Natale" (dLR)
     

    Con questo pensiero

    di un mio amico e padre spirituale,

    Ti auguro buon Natale e un Anno 2009

    ricco delle benedizioni del Signore,

    nella preghiera a vicenda!

    December 15

    La Parola e le parole: Buona Novena!

     

    Parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi”: nel 1972, un secolo fa, Mina lanciava la sua celebre canzone sostenendo che in una coppia si pronunciano troppe parole inutili. Nel 1997, venticinque anni dopo, il gruppo “Jalisse” proponeva un ritornello: “fiumi di parole, fiumi di parole tra noi, prima o poi ci portano via”. Infine nel 2004 una canzone di Daniele Silvestri: “parole su parole su milioni di parole, come cellule si scontrano si moltiplicano”. Quale messaggio? Una consapevolezza: che le “parole”, quando sono troppe e rumorose, si scontrano e si moltiplicano, ci sommergono e ci stordiscono, togliendoci la capacità di cogliere la realtà.

    Siamo talmente abituati all’ascolto di parole vuote che, quando entriamo in casa, passeggiando o sui mezzi pubblici, riempiamo il silenzio con i nostri hipod, lettori MP3, radio, TV, facebook, messenger…

    Essere sommersi da parole scritte, dette, urlate, cantate lenisce la nostra solitudine. Ma quando le parole sono così tante e onnipresenti viene meno il silenzio, e senza il silenzio non c’è neppure ascolto, e senza ascolto “l’altro” diventa insignificante nella mia vita.

    Ecco perché Cristo è “La Parola del Padre”! Il “Logos”, il “Verbum”! Non le tante parole, ma l’unica Parola che scaturisce dall’eternità e che dona vita e significato all’esistenza trasformando il silenzio, da solitudine a dolce compagnia della presenza del Padre. L’attesa della Parola che si fece carne e sangue, che è propria del tempo di Avvento, è fatta di silenzio e di veglia, perché per sentire l’arrivo dell’Atteso, abbiamo bisogno di un cuore silenzioso e attento.

    Avvento: tempo in cui il silenzio, la veglia e l’attesa esercitano il nostro cuore a percepire “La Parola” del Padre che si rivela.

    In questi giorni di novena del Natale, viviamo il silenzio per far spazio alla Parola, perché la nostra vita possa diventare Parola di Dio per gli uomini d’oggi.

     

    December 03

    Mani Sicure e Mani Pulite

     

    A volte s’avverte tutto l’impeto di una Parola che dilaga nello scorrere frenetico della storia. Seppur in sordina - distante da botti, champagne e panettoni – abbiamo salutato un anno consumatosi, per aprire le finestre della storia su un anno vergine, nuovo, liturgico. Ce ne siamo accorti?

    Questo è lo spazio accordatoci a “tasso zero” da Dio per ri-alzare lo sguardo a Lui. Eppure, sulla soglia, domina l’eco di una parola di un profeta. Addentrandosi nella riflessione di Isaia, le immagini colpiscono dove le parole non arrivano: sono forti, crude, acerbe, forzute e possenti. Sono immagini che parlano di contaminazione, di stoffa lercia, di fogliame avvizzito e spostato dal vento, quasi un sonno del pensiero, del desiderio, dell’azione, fino a rinfacciare a Dio, Vasaio per scelta, d’essersi allontanato dalla sua creta.

    Ai tempi di Isaia s’era appena tornati dall’esilio: occorreva rimettersi in piedi, ringiovanirsi, ritrovare speranze e aneliti perduti. Eppure qualcuno oggi si guarderà attorno, quasi a condividere sull’umana confusione dell’oggi: gli attacchi all’Hotel Taj Mahal, gli “Olindo e Rosa”, le misure contro la crisi, i morti sulle strade, la schiavitù, le sbronze, la noia, la disoccupazione, l’indifferenza, la povertà, il terrorismo, le minacce, l’insicurezza. È un Dio che, apparentemente distratto, sembra trastullarsi nell’Eterno, come ai tempi di Isaia, fino a velarci il suo Volto. Eppure a Dio non è oscuro il sangue terrorista dell’India, quello martire di Mosul, quello bellico dell’Iraq, quello assassino di Erba. Nemmeno la sfida della Spagna senza crocifissi, l’indifferenza festosa degli autobus di Londra, la noia scomposta e cercata dell’uomo indaffarato.

    C’è scritto ovunque “Dio ti vede”: negli autogrill e nei cassoni diroccati, nei guardarail e negli zaini degli studenti, nei sedili dell’autobus e nei piloni della luce. Eppure sembra che oggi Dio dica: “Non ti vedo”. Facciamo fatica ad intravedere i nostri lineamenti, le tracce di luce, il frammento di bellezza della creazione.

    Siamo creta. Ma vorremmo essere vasi, senza essere lavorati dal vasaio, però. Siamo strani sotto il cielo. Direbbe Isaia: “Signore, non adirarti troppo. Tu sei nostro Padre. Noi siamo argilla e tu Colui che ci da forma”. Rimane una speranza: nonostante tutto, scopriamo un Avvento nuovo, l’invito ad una Speranza, l’Attesa di un Bambino: cioè dell’innocenza, del candore, della limpidezza. È l’ennesima volta per ritornare ad essere creta, fatta funzionare da Mani Sicure e Mani Pulite, come le mani di Maria Immacolata.

     

    December 01

    Avvento 2008

     
    Avvento 2008
     
    ...

    Siamo invitati a riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre su di noi un grande fascino. Sull’esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che "ci manca il tempo", perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una "buona notizia" da portare: Dio ci dona il suo tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi! ... Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell’amore di Dio: un dono che l’uomo, come ogni altra cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità.

    ...

    Icona dell’Avvento è la Vergine Maria, la Madre di Gesù. InvochiamoLa perché aiuti anche noi a diventare un prolungamento di umanità per il Signore che viene.

    (dall'Angelus di Benedetto XVI di domenica 30 novembre 2008)

    BUON AVVENTO NEL SIGNORE!