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日志


1月30日

Dai contatti all'amicizia by B16

 

Noi tutti siamo una generazione cresciuta con cellulare in tasca e computer, oltre che al lavoro in quasi tutti i casi, anche in camera. Siamo quelli che riescono a messaggiare mentre svolgono attività di gruppo, o siamo in riunione, sulle spiagge o sulle più alte vette. In chiesa mettiamo ai nostri cellulari il silenziatore, perché “…non si sa mai, se mi dovessero cercare!”. La nostra prima grande comunità non è tanto quella parrocchiale ma la community della messaggistica istantanea, dove ognuno sceglie il suo veicolo preferito: msn, yahoo messenger, facebook, hi5, netlog, skype, blog e myspaces o sms gratuiti sul cellulare per restare in contatto con gli amici. Ed è proprio questa la parola magica, «amici», la stessa sottolineata dal Santo Padre nel suo Messaggio per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Afferma Benedetto XVI che questi strumenti vengono usati «per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi… per condividere le proprie idee e opinioni». Il tema per quest’anno è molto affascinante: “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”. Penso che il Papa e qualche suo stretto collaboratore non solo “usino” internet per “lavoro”, ma siano presenti davvero, tanto da poter fare una riflessione molto bella e vera sull’amicizia sul web.

Noi tutti abbiamo dei contatti. I nostri “contatti” (peggior vocabolo non potevano inventarlo) sono migliaia e ci troviamo a soluzionare questa somma: Io sono un tuo contatto + tu sei un mio contatto = siamo amici! …più o meno! Il contatto, la conoscenza, l’amicizia sono cose diverse. Già, anche internet non è solo sede privilegiata e fondamentale dei contatti, è anche uno strumento per la conoscenza delle persone, ma perfino di più: è anche, ma non solo, spunto per l’amicizia con le persone soprattutto giovani ma non solo. E la riflessione che B16 fa sull’amicizia è molto bella!

Benedetto XVI, Papa teologo, nella parte conclusiva di questo Messaggio si rivolge ai giovani “per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede.” Come ci esorta il Papa, dobbiamo sentirci impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente i valori su cui poggia la vostra vita! Come nei primi tempi della Chiesa l'evangelizzazione andava inculturata in un popolo greco e pagano, così ora l'annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo.

A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo "continente digitale". Sappiate farvi carico con entusiasmo dell’annuncio del Vangelo ai vostri coetanei! Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la "buona novella" di un Dio che s’è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l’umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi!”. Allora: dai contatti all’amicizia! È una sfida anche per noi!

 

1月21日

Chi ha tempo non aspetti tempo!

 

Ancora 40 giorni…”, “Il tempo si è fatto breve”, “Il tempo è compiuto…”: siamo ancora ai primi giorni dell’anno civile, ma è utile riflettere sul tema del tempo che scorre in modo inesorabile. Già, viviamo in una società in cui il primo comandamento è quello di non perdere tempo, di agire in fretta. Avremmo tanto bisogno di re-impossesarci del nostro tempo, di gustare il silenzio, di ritrovare la capacità di dialogo e ascolto.

Mai come in questo periodo storico, l’uomo ha perso la percezione autentica del tempo, che è sostanza della vita. Infatti, o si brucia il tempo nel fare, nell’agire, nella distrazione oppure lo si sente come un peso, e così si legge sempre più spesso nelle cronache che aumentano i suicidi, sia tra i giovani che … i giovani da più tempo!

Bisogna spendere il tempo fedelmente, lealmente, amministrando i talenti che abbiamo ricevuto con responsabilità. Impariamo a vivere in pienezza il tempo che Dio ci dona. Cosa vuol dire in pienezza? La Parola del Signore ci fornisce lo spunto per una risposta. “C’è un tempo per nascere e un tempo per morire… Per ogni cosa c’è il suo momento” (Qo 3,1).

Sì, prendiamoci il tempo per agire, per animare i nostri oratori e parrocchie, e il tempo per riflettere, per pregare, per deciderci a farci guidare dal Signore attraverso una guida spirituale, per avere una vita alta spiritualmente; il tempo per lavorare o studiare seriamente, e per coltivare interessi creativi, interessi che sono normali: una cena fra amici, un film interessante o divertente, nuoto/palestra/correre, passeggiare in montagna, staccando dai nostri impegni…; per vivere i giorni feriali e riposarci in quelli festivi; per vivere con gli altri, e per vivere con noi stessi.

Non possiamo essere incollati alla sedia della nostra birreria preferita, parlando sempre delle solite cose, come tutti i sabati sera, ma non farci svegliare dal tempo che passa! Basta vacanze! Perché il tempo è di Dio! Coraggio: Dio ha tempo per noi!

 

1月5日

Lezione di latino: "sidera" = desiderio o stella?

 

Epifania: tutte le feste porta via! Si dice così, con il buon carico di panettoni, di pandori, di agnolotti e di auguri. Tutto è finito, finalmente spegniamo le lucine e ritiriamo accuratamente i presepi, babbi natale e befane e quant’altro nello scatolone “Addobbi di Natale”. Ma, per noi cristiani, Natale è solo un addobbo? In molti casi, sì! E per noi, per me, per te? Siamo spenti come le luci dell’albero? È necessario sognare per non lasciare che i fatti di questo mondo, soprattutto gli avvenimenti di questi giorni nella Terra di Gesù, ci rendano tristi.

Seguire una stella è come “desiderare” che qualcosa si realizzi. Ho scoperto anche che la parola desiderare significa all'origine “seguire una stella”. Sidera, in latino, è stella.

Quali sono i miei desideri? Quali sono i tuoi desideri? Quelli più nascosti, che solo di tanto in tanto emergono, forse sono i più veri. Guardando ai magi, il loro “desiderio” era quello di verificare il messaggio della stella. Forse è questo quello che ci manca: sappiamo talmente tutto, che non ci viene neanche la voglia di seguire la stella... di desiderare qualcosa di realizzabile.

In fondo, Gesù va desiderato, seguito, cercato...e adorato. Con Benedetto XVI abbiamo scoperto che adorare significa un po' “mangiare di baci” qualcuno. Se tu adori la tua ragazza... te la mangeresti di baci, vero? Idem per le ragazze che adorano il proprio boyfriend.

 

Non stancarti mai di desiderare Dio, caro fratello o sorella giovane della Chiesa di Pinerolo: chi cerca trova! Ma nella fede, dopo aver “trovato”, devi cambiare strada, sei invitato a tornare a casa per un'altra via, una migliore. La vita con Gesù ti cambia! Non perdi nulla a cambiare strada: evitiamo l'Erode che vuol farti fuori!

Buon cammino seguendo la stella della Vita!