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    January 30

    Seguiamo... dal nostro posto!

    “Seguimi, ti farò pescatore”. Pescare uomini! Pescare: cioè arte che conoscevano sin troppo bene. Uomini: già più difficile, perché il pesce sapevano come aggirarlo, l’uomo un po’ meno. Fatto sta che di pesca parlava quell’Uomo: cioè rispettava la loro storia, il loro mestiere, la loro passione. Cambiava il prodotto!

    Seguilo tu un Maestro così: significa rischiare, lasciare casa, moglie, figli, affetti e sospiri, abbandonare lavori conosciuti per firmare cantieri s-conosciuti. “Signore, cos’avremo in cambio?”. Non l’avessero mai detto! Quest’Uomo, geniale nell’agganciare le richieste ai sogni nascosti del cuore, propone loro fatturati giganteschi: lasceranno ogni cosa per seguire il sogno di chi trasforma il dolore in gioia. Ascolteranno il grido di chi dona la vista ai ciechi, vedranno gli occhi di prigionieri liberati, sentiranno la speranza dei disperati. Da quel mare se ne torneranno stra-volti: sgrideranno il vento, cammineranno sulle acque, cacceranno i demoni, sutureranno piaghe, asciugheranno lacrime. Centuplo quaggiù e vita eterna lassù. E se qualcuno fosse stato ancora titubante poteva sempre giocare l’asso nella manica dicendo: “Se tutto questo non vi basta, solo essere miei amici vale più di tutto il resto!” Lascio alla vostra immaginazione lo stupore nei loro volti.

    Matteo, fotografo ufficiale di quell’incontro, ci da un piccolo aiutino: “Subito, lasciate le reti, lo seguirono”. Vecchie reti, pochi pesci, tanta follia. Certo che la proposta era affascinante se pure uno zelota, Giuda Iscariota, s’agganciò a quella ciurma di marinai improvvisati…

    E tutti gli altri? Si, vabbè: hanno registrato Simone, Andrea, Giacomo, Giovanni. Ma, gli altri? Non penserete mica che il seguire Cristo sia solo questione di chiese da aprire, celibati da firmare, tabernacoli da ornare, candele da ri-caricare, fotocopie da fare. Nessuno è esente: rimaniamo dove ti trovi, ma cambiamo prospettiva! Dove ci troviamo: in barca, in ufficio, a scuola, all’angolo cottura, davanti alla lavatrice, in fabbrica, al computer, al volante, in Parlamento, al beauty-center, al centro fitness-dimagrimento. Rimaniamo li! Ma cambiamo prospettiva: tuffiamoci dentro di noi stessi, salutiamo Cristo che passa, studiamo quel sorriso, raccogliamo il sudore, traduciamo le bestemmie in poesie, giriamo la direzione, imbrogliamo l’abitudine!

    January 22

    Dio ha le mani pasticciate!

    “Io non so la mia strada, ma Tu sei l’unica strada per me” scrive Dietrich Bonhoeffer. Nell’Ottavario di preghiera per l’unita dei cristiani, mentre ci prepariamo ai giorni di “memoria” delle morti e delle violenze perpetrate dagli uomini su altri uomini nella II guerra mondiale, penso Bonhoeffer sia un simbolo: pastore, luterano, tedesco, morto nell’aprile del 1945 in un campo di concentramento.

    Io non so la mia strada. Anche noi non sappiamo forse “cosa” operativamente faremo, come vivremo, quanto vivremo, cosa il Signore ci chiederà di fare, come risponderemo alla chiamata del Signore… Non è tutto scontato, non è scontato che ci sposiamo, facciamo figli ecc. Non è anche scontato, peggio!, che si abbracci la vita del sacerdozio o della vita religiosa. Bisogna farci mettere in discussione, quasi a farci ferire dalla Parola di Dio per capire quello che il Signore, solo Lui e non le nostre idee o le “auto-vocazioni”, un po’ distanti dalla volontà di Dio. Capire, credere e rispondere al Signore! Perché il Signore non è solo per preti o suore! Dice Luca, il nostro simpatico interlocutore: “Non dire che Signore c’entra anche quando devo scegliere una raga? Ma dai! Io faccio cosa voglio: se mi piace una raga la tampino finché non me la da”, scusate per l’attualità del linguaggio. Così pensano molti!

    La vocazione invece si scontra con una Persona, non è una cosa immaginaria, una cosa che… “se va bene…”, una Persona che è Gesù e che ci chiama ad essere con Lui, a stare con Lui per sempre, riempiendo il nostro cuore di grande felicità. La gioia paga cento volte quello che si lascia per amore. Prima delle persone, la Persona!

    Tu sei l’unica strada per me: questa Persona è anche cammino! Sì, Gesù è la strada anche per i giovani di Pinerolo, in qualunque situazione vocazionale si trovino! Scommettiamo la vita per il Signore e dove c’é l’inverno delle fatiche umane scoppierà la primavera della Risurrezione. Davvero Dio ha scritto il mio nome sul palmo della mano! (cfr Is 49,16).

    January 15

    "Maledetto" 16 volte!

     

    B16_io

    Nel mio ultimo post vi invitavo a “uscire dal branco, camminare da soli contro tutti” per realizzare la propria vocazione con QUALCUNO che ci fa vibrare nelle viscere. Avevo già pronto il mio successivo intervento, quando qualcosa è capitato a Roma e mi ha molto toccato. Una news che ha fatto il giro del mondo e alla quale i giovani cristiani di Pinerolo non possono “assistere” senza interrogarsi. Parlo della visita che compirà Benedetto XVI all’Università statale La Sapienza di Roma, fondata dal Papa Bonifacio VIII, di dantesca memoria. Al momento in cui scrivo non è stata compiuta la visita; non voglio essere – come si dice – “più papista del papa”; il mio scopo è indurre alla riflessione. Mi viene in mente e nel cuore come si accoglie il Papa alle GMG (sono veterano delle GMG!), oppure come si è accolto B16 a Loreto nel settembre scorso. Insomma abbiamo detto a B16 e prima a GP2: “Vieni con noi, stai con noi, fa sentire la Chiesa vicina a noi giovani, parlaci: ti ascoltiamo!”. E questi sono i giovani delle GMG, di Loreto, quelli che in oratorio ci stanno bene! Oh, non siamo più sfigati degli altri! Anzi… Ma perché certi prof. e certi giovani romani non vogliono il Papa all’Università? Il Papa è il rappresentante della Chiesa, nella quale non tutti si riconoscono. E fin qui tutto ok. Ma qualcuno ha paura di cosa il Papa potrebbe dire! In realtà la Chiesa è sotto accusa perché nel mirino c’è Cristo! Non si vuole che Cristo entri nella storia personale, comunitaria, culturale, nel pensiero, nel tempo e nella storia di oggi e nel passato! Quasi a fare un reset storico e culturale per incominciare da capo (ma da quale capo?). Gesù è un evento che non si può cancellare, neanche a furia di proteste e occupazioni. Gesù Cristo, con la sua croce, la croce che si vorrebbe togliere nelle scuole e palazzi pubblici – quasi espressione di look diverso e portando motivi ecumenici - resta là! Se non fisicamente, resta nelle persone battezzate, resta in voi, resta in noi, resta in te! “Maledetto chi pende dal legno” dice la Bibbia riferendosi a Gesù Crocifisso, il Maledetto per eccellenza. Per uscire dal branco e camminare nella strada del Maledetto bisogna essere pronti a vivere da maledetti. Sì, maledetto 16 volte per essere segno della benedizione del Signore!

    January 14

    Magnificat anima mea Dominum!

     
    mad_loudes
     
    Andrò a Lourdes
    l'11 febbraio 2008
    a 150 anni dall'apparizione
    dell'Immacolata Concezione!
     
    Magnificat anima mea Dominum!
     
     
     
    January 08

    "Perdi" po' di tempo per te...

    Dopo gli esercizi mi è giunta questa testimonianza: “Quest’anno ho avuto modo di pensare a quale potesse essere la mia vocazione, il mio futuro: non ho trovato tutte le risposte, ma ho acquisito nuove consapevolezze e la forza di cercare la mia strada nella vita di ogni giorno”.

    La vocazione: l’irruzione della novità imprevista, inaspettata, dirompente. Lo sappiamo: è la paura del nuovo che spesso ci rende inospitali nei confronti del Signore che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome Lui scombina sempre i nostri pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ogni volta che sentiamo i suoi passi, evitiamo d’incontrarlo, nascondendoci dietro la siepe come Adamo tra i cespugli dell’Eden. E non vogliamo capire che se Dio ci guasta i progetti, non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. Perché non vogliamo capire che Egli non bussa alla nostra porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà.

    Coltivare la vocazione significa “perdere del tempo” per se stessi. Luca, il nostro animatore dell’oratorio di xyx, mi dice: “Copiando gli altri diventerò qualcuno anch’io”. Falso! Hai copiato, hai copiato e sei scoppiato!

    Per Chi vivere: se vivi per qualcosa hai sempre lo sguardo rivolto al tuo ombelico, guardi sempre e solo a te. Se vivi per QUALCUNO esci da te, rischi la novità, percorri sentieri di novità, che profumano di grandezza. Se poi quel Qualcuno ha la lettera maiuscola, allora: in bocca al lupo! Perché quel Qualcuno ti fa uscire dal branco, richiede coraggio per camminare da soli, per camminare contro tutti. Certo, ci vuole follia, fantasia e… tanta fiducia.

    Compiti a casa: chiediamoci tutti, giovani, fidanzati, sposi, single, consacrati…: qual’è la tua vocazione?

    Buona risposta!

    January 04

    Chi spera a Capodanno... spera tutto l'anno!

    Le feste si accavallano: appena smaltita la melassa natalizia con tutti i suoi riti consumistici (siamo sopravvissuti, ancorati alla fede?), eccoci dopo Capodanno. Anno dopo anno questa festa insidia da vicino la popolarità del Natale, quasi come contraltare di una festa dai contorni poco chiari e paganeggianti; come dire: abbiamo pensato a Dio, adesso pensiamo a noi. Parto dal sondaggio molto intrigante ed intelligente proposto dal sito degli oratori della Diocesi http://oratori.centrogiovani.net

    Perché augurarci BUON ANNO? Un anno che sapremo simile a quello appena trascorso, con le sue contraddizioni, le sue magagne, le sue guerre… È solo una consuetudine, in parecchi casi anche pagana, che ci fa festeggiare l’anno civile? Fanno invece riflettere le domande e risposte del sondaggio e mi soffermo su due risposte che si potevano dare, non suggerendovi la risposta! “Sarà la volta buona…”, massimamente votato. Non può fare a meno di celebrare il rito di “io speriamo che me la cavo” e dell'augurio di un futuro migliore. Sì, arrivederci: tutti parlano di speranza, dal Papa a Prodi, ma “chi visse sperando…”, completate voi il proverbio! “Sarà un anno di scelte importanti” ci mette personalmente in campo tutti! Le scelte importanti si compiono motivati da qualcosa di superiore, altrimenti “preferiamo” una cosa, l’altra, una birra o un’altra, ma non scendiamo in campo personalmente. Sì, scelte importanti ce ne sono, difficile fare scelte anche spirituali, perché svicoliamo tutti molto bene! Proporrei una scelta importante per tutti: trovarsi una guida spirituale in quest’anno! È uno sforzo che all’inizio costa fatica ma che dona pace, gioia e libertà spirituale!

    Dio sarà un compagno fedele anche quest’anno! “Chiamato o non chiamato, Dio sarà presente” in questo 2008 che si apre tanto carico di speranze personali, comunitarie, ecclesiali, politiche, sociali, e speranza nell’eternità. Davvero udremo spesso le campane a festa!